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Acea per Roma?

ACEAComunicato del 10 novembre 2015

Acea per Roma?

Proprio mentre venivano resi noti i progetti vincitori del bando Acea per Roma, meritoria iniziativa con cui si sono messi a disposizione di cittadini e associazioni 30.000 euro per ciascun territorio municipale per formazione, cultura, inclusione sociale e la riqualificazione di spazi di pubblica utilità, il Municipio Roma VIII si è visto costretto a diffidare ulteriormente la multiutility capitolina per la vicenda relativa all’Infobox del quartiere San Paolo.

L’Infobox è un immobile comunale che ospita associazioni territoriali e che da oltre due mesi ha dovuto interrompere molte delle importanti attività sociali che vi si svolgevano all’interno, simili a quelle che si intende sviluppare col bando sopra richiamato, a seguito del furto del contatore idrico. Esso non è stato ancora rimpiazzato nonostante da parte del Municipio, dopo la formale denuncia ai carabinieri, sia stata rivolta ad Acea una richiesta di ripristino  – i primi di settembre-, due sollecitazioni formali, la ritrasmissione degli atti e decine di telefonate.

Nello stigmatizzare l’irresponsabile comportamento, il Municipio ha ulteriormente sollecitato il ripristino entro 5 giorni ed ha fatto esplicita richiesta al Dipartimento comunale di non sostenere i costi dell’utenza dalla data del furto e fino a quando essa non sarà riattivata, verificando la possibilità di applicare ragionevoli sanzioni col Contratto di Servizio alla mano.

Acea dovrebbe agire per Roma sempre, in particolare con decenti standard sulla fornitura dei basilari servizi di luce ed acqua dove invece si continuano a registrare problematiche rilevanti e scarsa collaborazione, non solo nelle occasioni sporadiche eduna tantum di pur meritevoli progetti. – dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma VIII

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Nieri ci ripensi, oggetto di attacchi pretestuosi

Luigi_NieriComunicato Stampa del 14 luglio 2015

Nieri ci ripensi, oggetto di attacchi pretestuosi

“Luigi Nieri è stato colpito in più occasioni da pesanti accuse a mezzo stampa,mentre non una sola delle questioni ha trovato riscontro negli atti di quella Procura che sicuramente non può essere accusata di inerzia e scarsa attività nell’ultimo anno. Luigi Nieri è stato oggetto di attacchi pretestuosi condotti con armi improprie. Luigi Nieri è stato diffamato anche dalle relazioni degli ispettori nominati dall’ex Prefetto Pecoraro, gli stessi che avrebbero già sciolto il Comune per mafia se non si fossero scontrati con l’opposta visione di Pignatone.”
“Nell’auspicare un ripensamento nell’interesse della città, a Luigi va un abbraccio e un ringraziamento sentito.” – dichiarazione del Presidente del Municipio Roma VIII, Andrea Catarci

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Afghani, azzerata l’accoglienza in un capolavoro di incapacità

tensostruttura
tensostruttura

Comunicato Stampa del 30 giugno 2015

Afghani, azzerata l’accoglienza in un capolavoro di incapacità

“I fatti di oggi. Chiude la tensostruttura per rifugiati e transitanti afghani di Viale Odescalchi, quartiere Tormarancia. Così ha deciso l’Assessorato comunale alle Politiche Sociali, senza alcuna comunicazione ufficiale, per ragioni che restano ignote tanto al Municipio Roma VIII quanto alle tante Associazioni che in forma volontaria e gratuita hanno operato lì per anni. Ad avvisare tutti sono stati gli operatori impegnati sul posto, a cui già da qualche settimana erano arrivate dal Dipartimento comunale perentorie indicazioni di non accogliere nuove persone. Così stamattina, ultimo giorno di attività, al momento della visita di alcuni Consiglieri municipali di Pd e Sel – Alessandra Aluigi, Gabriella Magnano, Amedeo Ciaccheri, Federico Raccio – che si ringraziano per l’attenzione e la sensibilità dimostrata, mentre venivano portati via i materassi erano presenti solo in 16, visto che le altre persone erano già state progressivamente ‘rifiutate’ nei giorni scorsi per svuotare gli spazi dalle 150 che abitualmente li utilizzavano. Non è un caso che alcuni gruppi di afghani si siano sparsi per il quartiere Tormarancia, nei banchi del mercato ed in alcuni giardini, come non è un caso che un numero consistente si sia riversato intorno a Piazza Vittorio, confidando nell’aiuto dei connazionali che gestiscono alcune attività economiche. I movimenti segnalati sono stati la conseguenza della chiusura della struttura di Viale Odescalchi, frutto di una ben definita strategia che recita, più o meno,‘dall’accoglienza allo sparpagliamento’ sul territorio: così, tanto per complicare ulteriormente la vita di rifugiati e transitanti nonché dei nostri quartieri per intero; così, tanto per dimostrare una volta di più che quando dal Campidoglio si rivolge l’attenzione a cose che si conoscono poco e male si fanno solo danni; così, tanto per ribadire coi fatti che non c’è un deficit di accoglienza, a Roma, la Capitale d’Italia, e che lungi dal venir potenziate le attività relative sono destinate ad essere ridotte; così, tanto per azzerare le sperimentazioni istituzionali in corso in città su quel segmento di popolazione invisibile che sono i transitanti; così, tanto per maltrattare i volontari delle numerose realtà territoriali e cittadine che la questione dei rifugiati afghani l’hanno presa in carico fin dai tempi della Stazione Ostiense, in alcuni casi fin dal 2006; così, tanto per mortificare gli sforzi dei tanti, associazioni e singoli, che nelle ultime settimane hanno raccolto materiali di prima necessità e rilanciato la solidarietà concreta sostenendo in forma autorganizzata i migranti della Stazione Tiburtina.”

tensostruttura“Poco importa che si sia preparata una commedia per avere una scusa disponibile, cioè ‘erano pochi e costavano troppo’: come accennato nella tensostruttura c’erano solo 16 persone non perché non ce ne sia più bisogno o perché tutte le altre siano state collocate in luoghi migliori, semplicemente perché si è interdetto l’accesso. Poco importa se uscirà fuori qualche altra motivazione improvvisata, come il coinvolgimento della cooperativa incaricata nelle indagini di Mafia Capitale, non cambia la sostanza: quello di oggi è l’azzeramento di una sperimentazione positiva in tema di accoglienza, cioè un atto inumano, irresponsabile, dannoso, arrogante ed irritante. A Viale Odescalchi sono passate più di 11.200 persone (con i 150 posti a disposizione sempre esauriti fino allo scorso maggio), quasi tutte afghane, quasi tutte che hanno avuto preziosi aiuti per raggiungere i paesi di destinazione oltre l’Italia o per muovere i primi passi nella nostra città.”

“E domani… Quando si incontrerà di nuovo il Sindaco del porto greco di Patrasso e qualcuna delle tante delegazioni europee – francesi, greche, portoghesi, spagnole, tedesche – venute a studiare l’esperienza virtuosa della tensostruttura per rifugiati e richiedenti asilo e protezione, si dovrebbe raccontare della chiusura senza alternative voluta da una Assessora che non ha neanche trovato il tempo di mettere il tutto nero su bianco. Non avendo intenzione di rassegnarci a tale capolavoro di incapacità e superficialità, insieme alle associazioni territoriali siamo a chiedere conto dell’accaduto ed a reclamare l’immediato ripristino di uno standard minimo di accoglienza per gli afghani, magari in uno dei tanti edifici vuoti di cui la stessa Ipab dispone nella medesima area. Il Sindaco Marino e la sua Giunta battano un colpo, subito, con un’azione di recupero rispetto al danno prodotto.” – dichiarazione di Andrea Catarci, Presidente Municipio Roma VIII

 

link per vedere foto operazioni smontaggio della tensostruttura

 

http://andreacatarci.it/wp-content/uploads/2015/06/tensostruttura2.jpg

 

http://andreacatarci.it/wp-content/uploads/2015/06/tensostruttura.jpg

 

 

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