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Urbanistica

TOR BELLA MONACA: “Come Garbatella? Allora non verrà mai riqualificata!”

Comunicato stampa del 24 agosto 2010

“Il sindaco Alemanno ha detto di voler abbattere e riqualificare Tor Bella Monaca per farla diventare come Garbatella, peccato che proprio la Giunta comunale è rimasta sorda a tutti gli appelli per la riqualificazione dello storico quartiere – dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma X1 –. Qualche mese infatti, nei giorni dei festeggiamenti per il 90mo compleanno di Garabatella, esponenti della Giunta Alemanno e del Governo Berlusconi avevano preso l’impegno per far effettuare degli interventi necessari alla ristrutturazione del territorio. Da allora non è seguito il benché minimo interesse per un quartiere bellissimo ma nato nello ormai lontano 1920, dunque bisognoso di tantissimi interventi, sia di manutenzione ordinaria che straordinaria, su strade, marciapiedi e piazze come su edifici, case, lotti e spazi comuni. In particolare si ricordano le parole, nello scorso febbraio, pronunciate dal sottosegretario Giro per il Governo Berlusconi e dall’assessore Bordoni in rappresentanza della Giunta Alemanno, per un pronto intervento di recupero. Come Municipio siamo pronti ad ospitare un incontro alla presenza di Governo e Giunta Comunale da tenersi entro settembre per organizzare, anche insieme alla Regione e all’ATER, i primi passi per definire tempi e modi di un complessivo piano di riqualificazione di Garbatella, in modo da poter guardare ai cento anni senza dover stare a contare gli intonaci che cadono, che non vengono tenuti insieme da vuote parole.”

“A fronte dell’ennesimo annuncio, inquietante nella sua distruttività, sindaco e consiglio comunale hanno appena approvato un bilancio previsionale che per gli anni 2011 e 2012 prevede due miliardi di euro in meno l’anno rispetto alle già scarse dotazioni del 2010. Non è che Alemanno si sta preparando a fare le valigie – conclude Catarci – lasciando in mutande la città?”

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Da troppo si aspetta il parco a Via Rosa Raimondi Garibaldi

“Il Consiglio del Municipio XI ha approvato un atto per sollecitare le istituzioni locali al fine di concretizzare gli impegni per la realizzazione del Parco pubblico in via Rosa Raimondi Garibaldi. Dopo varie vicissitudini nel 2009 la Regione Lazio ha finanziato l’opera, mettendo a disposizione dell’amministrazione comunale i fondi necessari per la realizzazione di un’area a verde attrezzata, proprio nelle vicinanze della stessa Regione Lazio. Oggi il Municipio XI, le associazioni territoriali e i cittadini  rimarcano l’urgenza di portare a compimento il Parco di Via Rosa Raimondi Garibaldi,  opera attesa da tanto tempo e assolutamente necessaria in una zona altamente popolata”.  – Dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI –

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Roma perde pezzi non solo al Colosseo…

Il New York Times accusa Roma di non curare adeguatamente le bellezze storico-architettoniche, di perdere pezzi e di lasciare che il passato si sbricioli lentamente, con riferimento al crollo di un pezzo della Domus Aurea di Nerone ed ai calcinacci caduti dal Colosseo.

Il giornale americano coglie la dolorosa punta dell’iceberg di quella che è una completa disattenzione per la città, che si sostanzia anche in progetti di riqualificazione di rilevanza cittadina bloccati o mai avviati ed in interventi nei Municipi ridotti all’osso.

Il Municipio Roma XI è emblematico da questo punto di vista. Qui insistono gli ex Mercati Generali che dovrebbero diventare “Città dei Giovani”, la limitrofa area dell’Ostiense destinata al “Campidoglio 2” dove si prevede di spostare uffici e dipendenti comunali, gli spazi dell’ex Fiera di Roma. Luoghi strategici per lo sviluppo cittadino dove urgono programmi di riuso urbano incredibilmente abbandonati al proprio destino. Agli ex Mercati Generali, dove la Giunta Alemanno ha confermato i propositi della precedente Amministrazione, si è verificata una situazione surreale. L’archistar Rem Khoolas e una tra le più rilevanti cordate imprenditoriali non sono bastate a portare avanti i piani iniziati con le demolizioni del 2007, essenzialmente per la latitanza della politica. Malgrado il Municipio Roma XI ed i cittadini abbiano denunciato a più riprese gli odori maleodoranti, con tanto di fotografie a documentare la formazione inedita di stagni ed acquitrini, i cantieri sono rimasti deserti per mesi. O, meglio, fino a qualche tempo fa erano frequentati solo nottetempo da qualche persona in cerca di precario rifugio, ora sono popolati anche di giorno, oltre che da insetti vari, da rane e da un esemplare di Germano Reale, animale che per natura non aspirava certo a stanziarsi in un’area così centrale ma che, viste le condizioni ottimali, ha scelto proprio quello come luogo per nidificare. Ora almeno un motivo per stare fermi c’è, visto che la Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU), con tanto di incontestabili riferimenti normativi, ha spiegato al Comune di Roma ed alle ditte come occorra attendere la fine delle varie fasi del processo riproduttivo prima di trasferire in altro luogo gli animali, più o meno rimandando tutto a settembre.

Potrebbe trattasi di  un segno delle Forze della Natura, ad indicare l’attenzione ad habbitat naturali come soluzione da seguire per lo sviluppo di Roma in alternativa alle colate di cemento ma Alemanno non sembra raccogliere questi avvertimenti…

Sorte meno eccentrica è toccata al “Campidoglio 2”. Qui, più semplicemente, la Giunta Alemanno ha ritenuto di non proseguire il piano precedentemente elaborato ed ha ricominciato tutto daccapo, con il risultato che dopo due anni non c’è più neanche un progetto. Come d’altronde all’ex Fiera, su cui il centro destra capitolino non ha ancora spiegato le proprie intenzioni, neppure dopo che il Municipio Roma XI, con l’apporto decisivo di comitati e associazioni, ha elaborato e proposto un progetto di massima che prevede l’abbattimento delle cubature ad un massimo di 120.000 metri cubi ed una rivisitazione delle funzioni d’uso guardando alla possibile sinergia con i vicinissimi uffici della Regione Lazio.

Per completare il quadro di totale e colpevole immobilismo, infine, occorre guardare nei bilanci dei Municipi. Da quando il Sindaco è Alemanno non si è riusciti ad avere un normale Piano Investimenti, cioè quel piano indispensabile per la realizzazione di nuove opere. Nel 2008 l’impedimento fu la scelta del commissariamento, nel 2009 ci si limitò a riprendere il Piano Investimenti precedente che conteneva quanto indicato nel già lontano 2007 e quest’anno, nel bilancio 2010 tutto lacrime e sangue per la città, si sono di fatto azzerate le proposte dei Municipi, mettendo qualche intervento finanziato con fondi regionali su azione degli stessi Municipi per evitare di scrivere la vera cifra stanziata dalla Giunta di centro destra: ZERO. Restano solo le operazioni degli Uffici centrali, insufficienti e spesso non prioritari rispetto alle esigenze territoriali.

L’urbanistica è completamente ferma e l’attività di riuso, conservazione ed ammodernamento urbano langue drammaticamente, questa è la realtà che ci ha regalato Alemanno nei suoi due anni abbondanti di governo cittadino. Molto peggio, dunque, di quanto hanno denunciato i giornalisti americani.

Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI

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