Roma perde pezzi non solo al Colosseo…

Il New York Times accusa Roma di non curare adeguatamente le bellezze storico-architettoniche, di perdere pezzi e di lasciare che il passato si sbricioli lentamente, con riferimento al crollo di un pezzo della Domus Aurea di Nerone ed ai calcinacci caduti dal Colosseo.

Il giornale americano coglie la dolorosa punta dell’iceberg di quella che è una completa disattenzione per la città, che si sostanzia anche in progetti di riqualificazione di rilevanza cittadina bloccati o mai avviati ed in interventi nei Municipi ridotti all’osso.

Il Municipio Roma XI è emblematico da questo punto di vista. Qui insistono gli ex Mercati Generali che dovrebbero diventare “Città dei Giovani”, la limitrofa area dell’Ostiense destinata al “Campidoglio 2” dove si prevede di spostare uffici e dipendenti comunali, gli spazi dell’ex Fiera di Roma. Luoghi strategici per lo sviluppo cittadino dove urgono programmi di riuso urbano incredibilmente abbandonati al proprio destino. Agli ex Mercati Generali, dove la Giunta Alemanno ha confermato i propositi della precedente Amministrazione, si è verificata una situazione surreale. L’archistar Rem Khoolas e una tra le più rilevanti cordate imprenditoriali non sono bastate a portare avanti i piani iniziati con le demolizioni del 2007, essenzialmente per la latitanza della politica. Malgrado il Municipio Roma XI ed i cittadini abbiano denunciato a più riprese gli odori maleodoranti, con tanto di fotografie a documentare la formazione inedita di stagni ed acquitrini, i cantieri sono rimasti deserti per mesi. O, meglio, fino a qualche tempo fa erano frequentati solo nottetempo da qualche persona in cerca di precario rifugio, ora sono popolati anche di giorno, oltre che da insetti vari, da rane e da un esemplare di Germano Reale, animale che per natura non aspirava certo a stanziarsi in un’area così centrale ma che, viste le condizioni ottimali, ha scelto proprio quello come luogo per nidificare. Ora almeno un motivo per stare fermi c’è, visto che la Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU), con tanto di incontestabili riferimenti normativi, ha spiegato al Comune di Roma ed alle ditte come occorra attendere la fine delle varie fasi del processo riproduttivo prima di trasferire in altro luogo gli animali, più o meno rimandando tutto a settembre.

Potrebbe trattasi di  un segno delle Forze della Natura, ad indicare l’attenzione ad habbitat naturali come soluzione da seguire per lo sviluppo di Roma in alternativa alle colate di cemento ma Alemanno non sembra raccogliere questi avvertimenti…

Sorte meno eccentrica è toccata al “Campidoglio 2”. Qui, più semplicemente, la Giunta Alemanno ha ritenuto di non proseguire il piano precedentemente elaborato ed ha ricominciato tutto daccapo, con il risultato che dopo due anni non c’è più neanche un progetto. Come d’altronde all’ex Fiera, su cui il centro destra capitolino non ha ancora spiegato le proprie intenzioni, neppure dopo che il Municipio Roma XI, con l’apporto decisivo di comitati e associazioni, ha elaborato e proposto un progetto di massima che prevede l’abbattimento delle cubature ad un massimo di 120.000 metri cubi ed una rivisitazione delle funzioni d’uso guardando alla possibile sinergia con i vicinissimi uffici della Regione Lazio.

Per completare il quadro di totale e colpevole immobilismo, infine, occorre guardare nei bilanci dei Municipi. Da quando il Sindaco è Alemanno non si è riusciti ad avere un normale Piano Investimenti, cioè quel piano indispensabile per la realizzazione di nuove opere. Nel 2008 l’impedimento fu la scelta del commissariamento, nel 2009 ci si limitò a riprendere il Piano Investimenti precedente che conteneva quanto indicato nel già lontano 2007 e quest’anno, nel bilancio 2010 tutto lacrime e sangue per la città, si sono di fatto azzerate le proposte dei Municipi, mettendo qualche intervento finanziato con fondi regionali su azione degli stessi Municipi per evitare di scrivere la vera cifra stanziata dalla Giunta di centro destra: ZERO. Restano solo le operazioni degli Uffici centrali, insufficienti e spesso non prioritari rispetto alle esigenze territoriali.

L’urbanistica è completamente ferma e l’attività di riuso, conservazione ed ammodernamento urbano langue drammaticamente, questa è la realtà che ci ha regalato Alemanno nei suoi due anni abbondanti di governo cittadino. Molto peggio, dunque, di quanto hanno denunciato i giornalisti americani.

Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI

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