Programma – 9. La questione culturale

La questione culturale: valorizzare la cultura e rinnovare la memoria storica

In un quadro cittadino in cui il ‘sistema-cultura’ va peggiorando, senza regole chiare, incentivazione alla produzione ed alla ricerca espressiva, senza che si valorizzino opere e contenuti, nel Municipio si è riusciti ad avviare, in netta controtendenza,  un progetto di ampio respiro ed impatto: la trasformazione del palazzo storico degli ex Bagni, per decenni sede di un mobilificio, in polo culturale e formativo a gestione pubblica. Aldilà della meritoria vicenda specifica, più in generale si è fatto lo sforzo di valorizzare e mettere in rete i tanti soggetti locali che producono manifestazioni ed iniziative con cui arricchiscono sostanzialmente la vita nei nostri quartieri, definendo programmi comuni che da occasionali sono diventati in ricorrenti. Si pensi a quanto si mette ogni volta in moto intorno alla Festa della Cultura, alle iniziative legate alla Street Art che a Tormarancia hanno visto la nascita dell’Associazione Mast 35 per la valorizzazione delle opere e per incentivare turismo ed occupazione, a quelle che ruotano intorno al compleanno del quartiere Garbatella, a Fotoleggendo, ai momenti territoriali ospitati ai teatri Ambra e Palladium. Insieme, istituzione locale e mondo culturale, hanno scelto di operare per garantire l’accessibilità alla cultura intesa come misura di democrazia. Di nuovo si intende puntare sulla promozione e il sostegno di iniziative della società civile e dell’associazionismo, in particolare quelle che presentino il carattere della gratuità, rilanciare l’impegno sugli eventi ormai abituali sopra richiamati, utilizzare al meglio sia i luoghi istituzionali che quelli che hanno la cultura come mission, dal teatro municipale di Via Ballarin alla Città dell’utopia a San Paolo.

Dentro la crisi i Municipi possono svolgere un ruolo da protagonisti nel dare risposte alle domande di sviluppo socio-culturale di un territorio, rafforzando l’associazionismo nei campi della produzione, della formazione, della ricerca e della fornitura di servizi per la collettività, nonché riconoscendo la funzione insostituibile che esso ricopre nel proporre temi ed argomenti oltre la cultura ‘ufficiale’ e nel delineare professionalità informali, come quella dell’operatore culturale, da riconoscere e valorizzare. Lo possono fare in diversi modi, in particolare agendo sul bisogno storico di spazi. Per questi obiettivi deve essere consentito agli Enti municipali di adoperare la leva dell’uso a scopi sociali, culturali e sportivi del patrimonio pubblico inutilizzato, rifuggendo dalla tentazione di procedere a valorizzazioni di corto respiro, puramente dettate da ragioni economiche.

Particolarmente grave è la perdurante mancanza di biblioteche, con l’eccezione dell’importante progetto speciale Bibliocaffè, con tratti peculiari negli orari ed ospitato nei locali di un’attività privata di ristorazione. Nei prossimi anni, dopo gli sforzi propedeutici, si sarà finalmente nelle condizioni di portare a compimento l’apertura delle strutture previste nel complesso degli ex Mercati Generali e degli ex Bagni pubblici,  nonché l’organizzazione di sale dedicate aperte al territorio in scuole ed in altri siti disponibili.

In particolare ci si propone di:

  • concludere la trasformazione avviata degli ex Bagni di Garbatella in polo di cultura e formazione, dopo la positiva riacquisizione dell’immobile ad uso pubblico;
  • realizzare nuove biblioteche nel Municipio, completando il lavoro di individuazione di spazi e progetti;
  • aumentare l’offerta di spazi polivalenti, stazioni creative, sale prove, centri interculturali, luoghi di incontro per ogni età;
  • favorire l’uso di teatri e altri spazi prestigiosi attivi nel territorio da parte delle realtà locali e per produzioni indipendenti;
  • attivare accordi con le aziende pubbliche per favorire le iniziative di carattere socio-culturale;
  • facilitare il dialogo tra le pratiche artistiche e gli istituti scolastici;
  • promuovere borse di studio in attività musicali e/o teatrali per bambini, attraverso co-finanziamenti pubblici/privati;
  • attivare un servizio di fund raising, autogestito dalle realtà e coadiuvato dal Municipio, per sviluppare innovazione e partnership su progetti di qualità.

Il Municipio ha bisogno di trovare interlocutori istituzionali che collaborino nel delineare un siffatto modello di sviluppo culturale, che lavorino per unire risorse, progettualità e competenze, che intreccino il lavoro culturale e quello sociale, che insieme a noi ambiscano ad una città più sicura e vivibile perché pulsante di arte, illuminata dalle luci e ravvivata dalle voci della cultura. In sintesi le direttrici lungo cui muoversi sono:

  • intercettare, valorizzare e mettere in rete i ‘produttori’ di arte e cultura;
  • garantire l’accessibilità alla cultura intesa come bene a disposizione della comunità;
  • stabilire partnership tra amministrazioni locali e privati per favorire la programmazione  e la realizzazione artistica;
  • promuovere la socialità, la solidarietà, il senso di appartenenza alla comunità  e la cooperazione tra Municipi limitrofi per creare poli e sistemi culturali locali.

Il nostro Municipio è anche un pezzo di Roma particolarmente ricco di luoghi della memoria democratica e antifascista: le Fosse Ardeatine, dove si consumò uno dei più atroci massacri dei nazifascismi; Porta San Paolo e Piazza Caduti della Montagnola, luoghi-simbolo della lotta partigiana e della nascita della Resistenza; il Ponte di Ferro, dove 10 donne furono trucidate nel tentativo di assaltare il forno Tesei per reperire pane per le loro famiglie; e, ancora, tanti ambiti della vita quotidiana come le fabbriche dell’Ostiense e le case e le strade di Tormarancia, San Paolo e Garbatella, dove si sono consumati tanti piccoli e grandi atti spesso eroici, in cui si è espressa l’ambizione alla libertà e la voglia di democrazia. Tramandare la storia attraverso la testimonianza di chi contribuì a scriverla, far conoscere le parti di territorio teatro degli eventi, partire da qui per conoscere nomi e luoghi della grandiosa esperienza umana e civile rappresentata dalla Resistenza romana e poi l’intero periodo che ha portato alla stagione della nostra imperfetta ma preziosa democrazia: ci sono questi obiettivi dietro le tante iniziative che si susseguono ed in particolare in quei laboratori della memoria che coinvolgono le scuole ed in particolare gli studenti, rendendoli protagonisti dell’azione di indagine ed approfondimento e stimolandone la curiosità. Con tale spirito si intende riproporre e potenziare gli interventi ricercando le necessarie sinergie istituzionali.

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