Programma – 14. La questione della cittadinanza reale

La questione della cittadinanza reale: sostenere reddito, lavoro, diritti e libertà personali

Oltre le funzioni specifiche dell’Ente municipale, si ritiene indispensabile contribuire ad assicurare la piena cittadinanza delle persone, intervenendo negli ambiti fondamentali che determinano l’effettività della condizione sociale quali il lavoro, il reddito, i diritti e le opportunità.

In merito all’universo dei 24.000 dipendenti comunali, che diventano oltre 60.000 includendo il personale delle aziende pubbliche – occorre superare la situazione di scontro permanente che si vive da un po’ tra l’Amministrazione e i lavoratori, siano essi impiegati nel settore educativo, tecnico amministrativo, sociale o nel corpo della Polizia Locale. Nessuna organizzazione funziona correttamente se criminalizza per intero i propri esponenti sparando nel mucchio. Lo sforzo deve essere quello di rilevare e rimuovere le sacche di inefficienza, che tra l’altro hanno sempre in alto le prime ragioni, senza andare allo scontro con l’intera categoria,come erroneamente si è fatto al punto da siglare un contratto unilateralmente, prescindendo dall’opposizione dei sindacati. I lavoratori vanno al contrario motivati e debitamente accompagnati a stare dentro i cambiamenti veloci del periodo, senza ignorare i maltrattamenti pluriennali ed i mancati adeguamenti delle retribuzioni al costo della vita che hanno riguardato l’intero settore pubblico. Serve poi sviluppare il clima interno ed il benessere organizzativo e ampliare il bagaglio individuale delle competenze necessarie al raggiungimento degli standard di qualità nella gestione dei servizi e all’operatività sui principali strumenti informatici e telematici. Inoltre, va tra gli altri perseguito l’obiettivo di raggiungere una distribuzione dei carichi di lavoro più equa di quella attuale, sbilanciata a sfavore di chi opera nelle sedi municipali rispetto a chi svolge ruoli tecnici ed amministrativi negli uffici centrali.

Altro terreno di lavoro non meno impervio ma irrinunciabile è quello dell’estensione del sostegno ai lavoratori atipici, già esplorato nell’ambito di un accordo con la Provincia di Roma e con un’associazione specializzata nelle attività di coworking, modalità che implica la condivisione di un ambiente di lavoro mantenendo un’attività indipendente. Ad oggi circa un centinaio di microimprese e lavoratori individuali svolgono la propria attività all’interno dello stabile di Garbatella, ricavando un essenziale sostegno. Lo scambio avviato consiste proprio nel mettere a disposizione il luogo fisico e nel ricevere in cambio come comunità territoriale il patrimonio di conoscenze, progettualità e competenze prodotto dalle figure professionali che lo frequentano e si alternano, che possono essere blogger, programmatori, designer, grafici, fotografi, architetti, art director, esperti di comunicazione e marketing, in genere soggetti che puntano sulla propria creatività. Si interviene sul dato di fatto che i fenomeni di precarizzazione costringono sempre più persone a lavorare in casa o in movimento, comunque fuori da contesti collettivi. Al contrario avere un posto dove operare accanto ad altri restituisce la dimensione relazionale dell’occupazione e crea una rete di alleanze in grado di dare più voce e strumenti ai soggetti free lance. Quella del coworking è ormai una bella realtà. Il proposito è di non fermarsi ad esso e di mettere a fuoco altri aspetti del lavoro precario su cui la relazione con l’Ente municipale può produrre effetti tangibili ed intervenire su essi.

Similmente operano i fablab – laboratori di fabbricazione – mettendo insieme competenze diverse sul terreno della produzione, della scienza e dell’invenzione. Nel nostro territorio, vicino alla Circonvallazione Ostiense, esso è nato per iniziativa di alcuni giovani e si è presto affermato come un inusuale ma eccezionalmente proficuo centro di elaborazione e realizzazione.

E’ intenzione del Municipio, inoltre, sostenere e promuovere i progetti di sviluppo locale finalizzati alla buona occupazione, al sostegno delle imprese che puntano sulla valorizzazione delle risorse territoriali, all’appoggio delle fasce sociali deboli ed alla promozione di strumenti per l’inserimento ed il reinserimento al lavoro di detenuti, tossicodipendenti, persone in disagio psico-fisico in genere (lavori di pubblica utilità, borse lavoro, stage e tirocini formativi). Per far questo occorre mobilitare tutti i soggetti socio-economici, avviando in particolare relazioni dirette con il mondo dell’imprenditoria e del sindacalismo, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni e con l’apporto delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Un’attenzione particolare dovrà essere posta alle questioni “di genere”. La contingente situazione di crisi che stiamo attraversando penalizza ancora una volta il genere femminile. Sono le donne principalmente  a portare sulle proprie spalle e gratuitamente il welfare della nazione, che non restituisce loro quasi nulla. Ma ancor peggio, anziché contraccambiare con opportunità in termini di facilitazioni lavorative, diritti nella maternità, accessibilità agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, si assiste ad un aumento tragico dei femminicidi e della violenza domestica, con alla base una visione ‘proprietaria’ ed una intollerabile idea di predominanza maschile. L’impegno in questo campo è un punto programmatico qualificante e imprescindibile, poiché la violenza sulle donne è una vera emergenza nazionale. Tra le tante donne violentate ci sono anche quelle che vengono ridotte in schiavitù e sono costrette a prostituirsi in strada, su cui si devono moltiplicare gli interventi sociali di recupero. In generale su questo terreno è indispensabile localmente procedere all’individuazione di altri spazi per l’incontro e lo scambio delle donne del Municipio, dopo l’apertura del centro antiviolenza al Casale Rosa di Via Grottaperfetta. In particolare i maltrattamenti che vengono esercitati da persone vicine e con legami affettivi e parentali si combattono essenzialmente con la tessitura di legami comunitari, la sicurezza, il controllo sociale, l’accoglienza delle donne in pericolo, nonché intervenendo sull’aspetto culturale e di prevenzione promuovendo percorsi educativi e progetti sulla cultura di genere.

Su questi temi il Municipio ha simbolicamente istituito la Giornata del Rispetto ed intende produrre uno sforzo costante per la diffusione di una cultura paritaria.

Inoltre sarà fondamentale sensibilizzare e formare la cittadinanza attivando un Tavolo di lavoro sull’accoglienza delle donne maltrattate e minacciate che sappia mettere in dialogo le forze dell’ordine, il personale dei servizi sociali di prossimità e sanitari, le istituzioni territoriali e il terzo settore.

Un tema non più trascurabile, infine, riguarda l’attivazione di indagini sul campo e relativi spazi di dibattito sul tema dell’obiezione di coscienza e la legge 194 perché il diritto alla procreazione responsabile riconosca la piena dignità alle donne.

Si ritiene indispensabile, altresì, proseguire a dare un contributo nel riscrivere una cultura dei diritti e ad ampliare concretamente la sfera delle libertà personali. E’ fondamentale incrementare il sentimento di rispetto verso tutte le diversità che interagiscono positivamente con la cittadinanza. A tale proposito il Municipio deve essere la cinghia di trasmissione attraverso la quale tutte le associazioni glbt trovano confronto con le scuole e i luoghi di aggregazioni presenti nel territorio, inserendo tali tematiche nelle attività sportive, culturali, scolastiche e di formazione. Con i Registri dei Testamenti biologici e delle Unioni civili si è intervenuti concretamente sulle tematiche del fine vita e delle persone conviventi indipendentemente dagli orientamenti sessuali, ma non basta. Tra le questioni di indubbia attualità c’è quella del riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia ed il voto amministrativo ai migranti stabilmente residenti, misure che delineano una società più aperta e inclusiva. In particolare sulla prima questione il Municipio può svolgere un ruolo prezioso di avanzamento in un Paese come il nostro dove ancora tanta strada c’è da fare, elaborando strumenti ad hoc e proponendone l’adozione in ambito cittadino.

La scelta dei diritti civili, infine, implica una concreta azione per contrastare ogni forma di discriminazione ed in questa direzione il Municipio può fornire segnali importanti:

  • operando per rafforzare l’idea della diversità come ricchezza in ogni ambito, contrastando fascismi, razzismi e omofobia;
  • contribuendo a superare le discriminazioni di ogni tipo, basate sulla fede religiosa, sull’etnia, sulla condizione sociale, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere,;
  • promuovendo le pari opportunità per tutti ed avviando una sperimentazione sul Bilancio di Genere.

Per riepilogare il quadro delle azioni che si intendono intraprendere – accennate nel presente paragrafo ed in altre parti del programma – si propone di seguito, senza pretesa di esaustività, il seguente elenco sintetico di obiettivi:

  1. Incrementare i posti in Asili Nido e Scuole dell’infanzia
  2. Impiegare il personale precario in particolare per i nuovi Nidi e Scuole d’infanzia
  3. Sostenere insegnanti e studenti per garantire il diritto allo studio
  4. Contrastare l’abbandono e la dispersione scolastica
  5. Sostenere le scuole popolari e abbattere le barriere di reddito
  6. Recuperare ai ritardi nella manutenzione urbana su scuole, strade e verde
  7. Utilizzare a scopi abitativi, sociali e culturali il patrimonio pubblico
  8. Potenziare l’assistenza alla persona e i servizi sociali
  9. Rilanciare i servizi sanitari territoriali e l’ospedale Cto in particolare
  10. Aprire un nuovo Poliambulatorio ed un altro Consultorio familiare
  11. Rendere più efficiente la raccolta differenziata
  12. Valorizzare il Tevere e l’intero patrimonio fluviale
  13. Migliorare la funzionalità di mercati rionali e Centri Sociali Anziani
  14. Migliorare il trasporto pubblico locale
  15. Ampliare gli spazi pedonali e la rete ciclabile
  16. Consolidare gli Orti urbani per rilanciare l’agricoltura e risanare aree degradate
  17. Sostenere le palestre popolari e lo sport di base
  18. Moltiplicare le riqualificazioni di palazzi e muri attraverso la Street Art
  19. Rilanciare il sostegno al lavoro ed alla nuova impresa
  20. Realizzare biblioteche e spazi culturali e museali
  21. Rafforzare la rete tra realtà culturali e sportive
  22. Sviluppare la condivisione delle auto avviata come start up
  23. Riprendere l’installazione di pannelli fotovoltaici
  24. Contrastare l’emergenza abitativa, la disoccupazione, la precarietà e le povertà
  25. Estendere il sostegno ai lavoratori atipici e alle micro imprese
  26. Garantire la sicurezza di tutti a partire dagli ultimi
  27. Ridurre i costi sociali delle trasformazioni urbane e bloccare le speculazioni
  28. Moltiplicare i progetti di sviluppo locale
  29. Sostenere piccolo commercio e artigianato
  30. Allargare la sfera dei diritti civili e delle libertà personali
  31. Elaborare il bilancio di genere
  32. Stimolare la partecipazione ed il protagonismo dei cittadini
  33. Sviluppare la trasparenza amministrativa dell’Ente
  34. Accrescere il senso di appartenenza alla comunità locale
  35. Valorizzare la memoria storica sviluppando il dialogo intergenerazionale
  36. Rinnovare la comunicazione istituzionale
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