Sul provvisorio epilogo di “Mafia Capitale” alcune cose sono chiare…

Se per accertare le responsabilità personali ci sono ancora gli appelli e sul piano storico e politico è ancora presto per un’analisi complessiva, sul provvisorio epilogo di ‘Mafia Capitale’ alcune cose sono però chiare:

1) una banda di ‘neri’, insieme ad un capo-coop, ha fatto man bassa di fondi pubblici ed ha elargito prebende ad personam in cambio, entrando ed uscendo dalle stanze del Campidoglio dell’era Alemanno, intessendo una ragnatela di interessi e relazioni con politici e dirigenti, fungendo da snodo di un vero e proprio sottogoverno clientelar-criminale;

2) una Procura in vena di protagonismi ha pensato che si trattasse di un’organizzazione a carattere mafioso ed ha costruito un impianto accusatorio basandosi sul 41 bis, in una tesi – smentita dalla sentenza odierna – tanto scolastica quanto inverosimile fin dall’inizio: siccome c’è il mondo di sopra con pezzi di economia, politica ed amministrazione, insieme al mondo di sotto con neofascisti, criminali da strada, spezzapollici e mazzieri di professione, non può che trattarsi di mafia e, siccome siamo nella Capitale, di mafia della peggior specie, di Mafia Capitale;

3) un’informazione sensibile al fascino della Procura romana, sempre descritta come covo di Giusti, ha immediatamente trasformato l’inchiesta ‘Terra di mezzo’ proprio in Mafia Capitale ed ha utilizzato fiumi di inchiostro per riportare stralci di indagini miste ad intercettazioni dirette ed indirette ed a chiacchiere da bar di ogni genere, in un tiro al piccione sempre più esteso che ha gettato in un unico minestrone immangiabile la politica e l’amministrazione della città;

4) un pezzo grande ed importante della città, il Municipio Roma X, quello con il mare, quello legato da anni nelle cronache giudiziarie a nomi di famiglie note che si contendono materialmente e militarmente la gestione di interessi e territorio, è stato azzerato nella propria dimensione democratica, sciolto per mafia e poi affidato alla gestione commissariale fin da agosto 2015, per due lunghi anni, per decisione perlomeno ‘atipica’ ed avventata del Ministro Alfano e del Governo Renzi: atipica, perchè si è trattato il Municipio alla stregua di un Comune e lo si è sciolto isolandolo dal resto della struttura politico-amministrativa della città, considerandolo autonomo di fatto; affrettata, perchè a giudicare dalle condanne emesse, come quella di 5 anni inflitta all’allora Presidente di Municipio Tassone – che come le altre deve peraltro passare al vaglio dell’appello -, non sembrano emergere tutte queste differenze tra la sfera istituzionale del Litorale e quella capitolina presa per intero.

Roma è stata la prima vittima di un gioco al massacro, con il risultato che ai problemi veri – sociali, politici ed etico-morali – ed ai limiti – oggettivi e soggettivi – della sfera pubblica, si è aggiunto un dilagante qualunquismo, forcaiolo, distruttivo e irresponsabile, che l’ha permeata dal centro alle periferie storiche ed anulari
Per questo Roma ha bisogno di rinascere, subito, sulle ceneri di questo disastro combinato da diversi attori e su cui tanti avvoltoi hanno basato le proprie fortune, personali e politiche

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Presentazione del libro “Resistere è anche un destino. Storie familiari nel Novecento romano”

Oggi, martedì 18 luglio, ore 18,30, alla Libreria Nuova Europa del Centro commerciale I granai, seconda presentazione del mio libro “Resistere è anche un destino. Storie familiari nel Novecento romano”, insieme a Massimiliano Smeriglio.

‘Resistere è anche un destino’ è un racconto di storie familiari dentro il turbine del Novecento, secolo gigantesco e niente affatto breve.

Appuntamento in via Rigamonti 100, quartiere Roma 70, Centro commerciale I Granai, non mancate!

Qui l’articolo sul Il Messaggero
Qui l’articolo su Il Tempo

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Sull’edificazione I60 Grottaperfetta il M5s sta con il mattone

Il M5s capitolino dà ulteriore conferma di essere un partito fatto in gran parte di bugiardi e buffoni di corte, a parole nemici dei Poteri Forti, nei fatti servi silenziosi ed obbedienti. La Sindaca Raggi e la sua Giunta, infatti, sono stati colpevolmente assenti nell’udienza in Tribunale di ieri, 8 giugno 2017, incentrata proprio sull’edificazione I60 Grottaperfetta e sulla vicenda collegata dello storico Fosso delle tre Fontane, cancellato dall’arroganza di 28 costruttori che intendono per forza – e contro ogni vincolo e ragionevolezza – collocare 400.000 metri cubi su una superficie che non li può contenere.

L’allora Municipio Roma VIII – era il 2014 – colse in flagranza di reato il Consorzio Grottaperfetta ed aprì il contenzioso che dura ancora oggi, bloccando le attività illegali di interramento del Fosso, procedendo al sequestro amministrativo, sporgendo denunce penali ed emettendo gli atti per il ripristino ambientale, nonchè smascherando contemporaneamente l’assurda tesi del ‘suicidio’ dei sei Casali storici, che a detta degli Uffici comunali si sarebbero sgretolati in una calda estate romana e che in realtà sono stati abbattuti per avere ulteriore spazio a disposizione.
Al suo fianco si è sempre distinta l’attività coraggiosa e combattiva del Comitato Stop I60 e di tanti cittadini di Grottaperfetta e dei quartieri circostanti. Realtà territoriali impagabili che – da quell’estate 2016 in cui vincono le elezioni in Municipio ed in campidoglio i ‘fenomeni’ trasparenti, onesti ed incorruttibili del M5s – vengono lasciate sole nello scontro impari contro i Golia del mattone.

In particolare, mentre sulla vicenda l’ex Presidente municipale Paolo Pace (oggi a Fratelli d’Italia) si è sempre sottratto ad ogni impegno, sposando più o meno apertamente gli interessi forti nell’area, la Giunta capitolina del M5s ha fatto e sta facendo anche peggio: la Sindaca Raggi, appunto, non ha neanche sentito il bisogno di salvare la faccia e di assicurare la presenza di un avvocato dell’Avvocatura capitolina, mentre l’attuale Assessore all’Urbanistica Montuori ha candidamente risposto a Comitati e cittadini di ‘aspettare l’udienza per decidere cosa fare e come muoversi’, come fosse un qualunque spettatore e non un rappresentante istituzionale della città.
Per amor del vero va anche ricordato che l’ex Assessore all’Urbanistica della stessa Giunta Raggi, Paolo Berdini, aveva espresso più volte opinioni diverse, assicurando il proprio sostegno a Comitati e cittadini. Ma ciò non ha evitato che proprio in quel periodo un architetto del Dipartimento Urbanistica (PAU), collegato al medesimo Assessorato comunale, andasse in udienza con una faccia di bronzo fuori dall’ordinario a dichiarare la ‘pericolosità di procedere al ripristino del Fosso delle Tre Fontane’ (???) – facendo un ulteriore e significativo regalo alle tesi distruttive dei costruttori” dichiara Andrea Catarci, Portavoce Coalizione di Sinistra del Municipio Roma VIII

Nello sbugiardare il doppiogiochismo servile del M5s, diciamo ai suoi esponenti e ai loro potenti amici di non dormire comunque sonni tranquilli, perchè alle nostre latitudini non siamo abituati ad arrenderci con facilità… al prossimo Consiglio Popolare, in programma agli orti Urbani Garbatella di via Rosa Raimondi Garibaldi il prossimo 22 giugno alle ore 18.00, discuteremo un atto sulla questione, per rilanciare le mobilitazioni a tutela del territorio e della legalità calpestata dai Potenti” conclude Catarci

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Complimenti al Movimento 5 Stelle per il “regalo-Pace” a Fratelli d’Italia

Complimenti una volta di più al Movimento 5 Stelle municipale e capitolino per il ‘regalo-Pace’ a Fratelli d’Italia, avete proprio scelto il meglio per il Municipio Roma VIII, un bel Presidente che ha tentato per 10 mesi di fare lo sceriffo tutto ‘chiacchiere e distintivo’, finendo per chiudere un po’ di servizi importanti, lasciare nell’abbandono i nostri quartieri, assumere posizioni servili e surreali sulla maggior parte delle questioni locali, grandi e piccole. Dopo sono venute le dimissioni, il commissariamento dell’Ente di prossimità e la confessione finale, con il passaggio odierno a FdI” dichiara Andrea Catarci, Portavoce Coalizione di Sinistra del Municipio Roma VIII

Complimenti davvero alla Sindaca Raggi ed al M5S capitolino e municipale, il vostro ‘nuovo’ puzza sempre più di destra vecchia…” conclude Catarci

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Catarci: La Sindaca ha paura del Municipio Roma VIII?

Comunicato Stampa del 5 maggio 2017
 

La Sindaca Raggi viene per la seconda volta nel Municipio Roma VIII e non avendo il #coRaggio di promuovere un incontro pubblico con i cittadini e le realtà territoriali ne organizza uno addomesticato, avvisando solo i militanti M5s ed i suoi amichetti, alla faccia della democrazia, della trasparenza della serietà e persino della dignità” dichiara Andrea Catarci

Dopo il disastro combinato in 10 mesi, la ‘guerra incivile’ tra le fazioni del M5s locale, le dimissioni dell’ex Presidente Pace, la iattura del commissariamento, il M5s non trova nemmeno un pò di onestà intellettuale per ammettere colpe individuali e di partito e per dimostrare un minimo di rispetto per i nostri quartieri.

Sulla pelle della cittadinanza locale il M5s intende lasciar passare tempo, per far dimenticare lo scempio di cui è stato capace in Ottavo, ma la Comunità locale non lo permetterà. Gia oggi con la contestazione improvvisata dalle realtà di base è stato smascherato l’imbroglio ‘carbonaro’ che la Sindaca aveva organizzato nella sede municipale. E il prossimo 25 maggio si continua, nella stessa sede, con il primo Consiglio Popolare del Municipio Roma VIII.
Perché dopo l’ex Presidente Pace tocca alla Sindaca-commiss
aria Raggi…

Da Sindaca sei uno sconforto,
da commissaria nun te sopporto:
ELEZIONI SUBITO” – conclude Catarci, Coalizione Civica e Popolare del Municipio Roma VIII
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