Roma Capitale: “i cittadini scelgano i confini!”

Comunicato del 7 settembre 2010

“Solo nel 2009 40 mila romani si sono trasferiti nell’hinterland, cercando di rimanere in corrispondenza di una stazione ferroviaria o vicino alle strade consolari. La tendenza è in aumento e sta portando inevitabilmente i confini naturali della città ben oltre gli attuali, per di più storicamente angusti, con i romani ad affrontare veri e propri viaggi su strade e autostrade per entrare ed uscire da Roma, provenienti dai Castelli piuttosto che dal litorale sud. – dichiara il Presidente del Municipio Roma XI, Andrea Catarci –. Oltre ai flussi di mobilità e all’interdipendenza scandita dai passaggi di milioni di vite umane, ci sono altri aspetti che testimoniano chiaramente l’insufficienza geografica della Roma di oggi. Infatti, non si è mai vista una Capitale che non abbia nel proprio territorio un aeroporto né un porto, eppure nonostante Fiumicino e Civitavecchia si trovino entrambe a poche decine di chilometri ci si ostina a tenerle fuori! L’unico vero obiettivo di Alemanno sembra essere quello di potenziare la postazione sul Colle e di spazzar via, sacrificando cittadini e democrazia, gli ostacoli che incontra sul proprio cammino. Fedele a tale logica, il Sindaco ridisegna i Municipi e li accorpa sulla base di calcoli geopolitici, rifiuta la naturale vocazione all’area vasta, gioca a sottrarre competenze a Regione Lazio e Provincia di Roma”

“Nei momenti in cui la politica ha dovuto affrontare grandi trasformazioni istituzionali si è rivolta ai cittadini. Se Alemanno è così convinto della bontà delle sue tesi perché  non chiede –  conclude il Presidente Catarci –, attraverso un referendum rivolto a chi vive, lavora e studia nella città e nell’intera provincia, quali debbano essere i confini della nascente Roma Capitale?”