San Paolo: il Vaticano riempie di cemento un sito Unesco e Alemanno applaude

Comunicato stampa 5 novembre 2010

Il centro destra cittadino, che finora non aveva aperto bocca di fronte all’imponente complesso edilizio che lo Stato del Vaticano sta costruendo nei terreni intorno alla Basilica di San Paolo, decide di rompere il silenzio e lo fa nel peggiore dei modi.

Si apprende, addirittura per bocca del Sindaco di Roma, che qualora si intenda costruire strutture finalizzate a sostenere e curare l’infanzia si può avere l’esenzione totale da tutta la norme in materia urbanistica e costruire liberamente senza permessi, dove, quando e quanto si vuole… O forse Alemanno non intendeva dire questo, richiamava una libertà esclusiva dello Stato del Vaticano, per cui è contemplata persino la possibilità di interpretare a piacimento le Convenzioni Unesco del 1972 e del 2003 ed il dettato dei Patti Lateranensi del 1929. Togliendo la specificità rappresentata dai Patti stessi, resterebbe una concezione di extraterritorialità simile a quella di cui godono le ambasciate: e si auspica che il centro destra non voglia sostenere che la Francia sia libera di innalzare altri piani a proprio piacimento su Palazzo Farnese senza osservare la legislazione italiana, tanto per fare un esempio eclatante. Il Sindaco prosegue affermando che i terreni ricadrebbero sotto la competenza dello Stato Vaticano. Si consulti il Piano Regolatore e si vedrà che, mentre la cittadella di San Pietro è rappresentata come una macchia, un buco su cui si ritiene di non aver competenze, l’area della Basilica di San Paolo è inserita nella Città Storica, quindi soggetta a previsioni e controllo urbanistico.

Se i contenuti della denuncia-querela con richiesta di sequestro del manufatto sono pura demagogia, poi,  non spetta al Sindaco Alemanno stabilirlo ma alla Procura, a cui si sta anche chiedendo di verificare se in questa vicenda ci siano eventuali omissioni, cose dovute e non fatte, in particolare da parte di soggetti che ricoprono incarichi di responsabilità. Dal punto di vista strettamente politico, invece, l’ accusa di demagogia rasenta il surreale: proprio Alemanno, il Sindaco che sta facendo del populismo la cifra del suo agire; quello che sta facendo promesse ai poteri forti che assomigliano tanto a vere e proprie ipoteche sul futuro della città (su Tor Bella Monaca, Formula 1, Agro romano, caserme, Olimpiadi…) spacciandole per piani di sviluppo; quello che quotidianamente sostiene con parole ed atti un concetto di legalità in cui si è inflessibili solo verso i più deboli; proprio lui, che neanche nelle affermazioni odierne riesce a rifuggire dalla tentazione populistica, richiamando l’infanzia che soffre a difesa del cemento che sta ricoprendo un sito patrimonio dell’umanità; proprio lui, muove l’accusa di DEMAGOGIA!.

Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI