Salviamo il Santa Lucia dalle cesoie della Polverini

Comunicato stampa del 16 dicembre 2010


“Con la prevista riduzione dei posti letto da 325 a 180, sancita dal decreto 80/2010, all’Istituto Santa Lucia la situazione diventerà presto insostenibile. Il centro per la riabilitazione neuro-motoria che si trova su Via Ardeatina non può sopravvivere a tali dissennati tagli ed al mancato riconoscimento da parte della Regione Lazio degli accordi di remunerazione, conformemente allo status di IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) e di Ospedale di rilievo nazionale. Data la qualità delle strutture, degli impianti e delle apparecchiature, quello della chiusura  dell’Ospedale e dei laboratori di ricerca e didattica, nonchè dei licenziamenti del personale, è molto più di un rischio: è quasi una certezza!

La commissaria-governatrice Polverini ancora una volta non vede, non sente e non ricorda. Non vede la manifestazione spontanea di ieri di numerosi disabili che, insieme a familiari e sanitari hanno bloccato la strada all’altezza dell’entrata dell’Istituto. Non sente il loro grido di disperazione e di rabbia. Né, tantomeno, ricorda l’impegno a difendere la struttura e valorizzare le tante eccellenze presenti che prese ad inizi 2010 quando, incline a promesse elettorali dalle gambe cortissime, si faceva ritrarre indossando una maglia con la scritta Salviamo il Santa Lucia. Oggi arriva ad ignorare persino una sentenza del TAR, che ha sospeso un precedente decreto con gli stessi contenuti dell’80/2010.

C’è per il Santa Lucia lo stesso trattamento riservato alle mobilitazioni territoriali a difesa dell’Ospedale CTO, come a quelle diffuse in tutta la Regione Lazio a difesa della sanità pubblica: il totale silenzio, insieme alla convinta volontà di non confrontarsi con le esigenze della cittadinanza. D’altronde, dopo aver voluto il brutale intervento della polizia contro chi manifestava per il lavoro, il reddito e la casa, identico atteggiamento la Polverini sta adottando verso le sette persone che da 10 giorni stanno arrampicate sopra il tetto del palazzo di Via C. Colombo per protestare contro il disinteresse della Giunta regionale per le istanze sociali. La metamorfosi avvenuta sembra ormai definitiva: la loquace sindacalista che ha costruito la propria immagine pubblica nei salotti televisivi è ormai incapace di scendere dalla torre d’avorio in cui si è rinchiusa e di confrontarsi con il mondo”.

Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI