Sanità: sui Pronto Soccorso si risparmia, sui mega cartelloni no!

COMUNICATO DEL 4 FEBBRAIO 2011

“Ogni tre o quattro giorni va sistematicamente in tilt il Pronto Soccorso e l’ospedale Sant’Eugenio invita il 118 a non portare altri malati perché sovraccarico. Dal 10 gennaio, giorno in cui si è avviata la chiusura del Pronto Soccorso medico, le ambulanze non possono più portare nessuno al CTO e si è determinata l’insufficienza strutturale dei servizi d’emergenza in un intero quadrante di Roma, in particolare al Sant’Eugenio e al San Giovanni. La situazione è destinata a peggiorare ancora: con la chiusura definitiva che la Giunta Polverini ha in programma per fine febbraio (e che la ASL Roma C, in un rigurgito di sospetta solerzia, sembra addirittura voler anticipare al 14 febbraio), al CTO non verranno più accolti neanche coloro che arrivano con mezzi propri, che ovviamente saranno dirottati alle strutture più vicine.

Nel frattempo i muri di Roma, come gli autobus, sono stati invasi da migliaia di cartelloni con cui si vanta la riduzione delle liste di attesa. Per la propaganda i fondi si trovano sempre, per i servizi essenziali non ci sono mai!

Il Municipio Roma XI, il territorio nelle sue tante articolazioni, forze sindacali ed associazioni hanno invitato in tutti i modi la Presidente Polverini a rivedere le proprie posizioni ed a modificare il Piano di Riordino, ma sembra ci si ostini a non voler vedere l’evidenza: sanità locale azzerata per circa 140.000 abitanti, mortificazione del CTO, servizi territoriali in strutture fatiscenti, malfunzionamento dei Pronto Soccorso più vicini, diritto alla salute ridotto ai minimi termini.

La Presidente Polverini dimostri di aver capito il macroscopico errore e prima di aver sulla coscienza qualche tragedia vi ponga rimedio riscrivendo un Piano che eviti l’attuale massacro sociale.”

Andrea Catarci, Presidente Municipio Roma XI