CASA. ROMA, EVITATO SFRATTO FAMIGLIA IN ALLOGGIO ‘NDRANGHETA

CATARCI: IL BENE VA CONFISCATO E ASSEGNATO A QUESTO NUCLEO.

(Fonte DIRE) Roma, 17 feb. – E’ stato evitato questa mattina lo sfratto di una famiglia che da 19 anni vive in affitto in una casa a Tor Marancia, sequestrata ma non ancora confiscata a un clan della ‘ndrangheta. Al presidio in via dei Lincei c’era anche il presidente del Municipio XI, Andrea Catarci: “Non e’ stato concesso l’uso della forza pubblica- ha raccontato all’agenzia Dire- e il tutto e’ stato rinviato al 24 marzo. Contiamo per quella data che sia approvata la proroga degli sfratti e quindi di avere a disposizione fino a dicembre”.

Gia’ l’anno scorso c’era stato un tentativo di sfratto, accompagnato da un’iniziativa per impedirlo: “Costruimmo su questa situazione l’iniziativa con cui il Municipio XI aderi’ al No mafia day, quel giorno era programmato lo sgombero della signora ma con la nostra presenza massiccia riuscimmo a ottenere un anno di rinvio dello sfratto- ha aggiunto Catarci- In questo periodo di tempo l’Agenzia nazionale per la confisca dei beni, i tribunali e le autorita’ regionali si sarebbero dovute muovere per risolvere questa situazione. Noi abbiamo operato tramite un nostro servizio, l’agenzia dei diritti, col Tribunale di Reggio Calabria e con l’Agenzia nazionale per la confisca dei beni alla mafia, subito dopo l’evento dell’anno scorso, e ovunque, a parole, compresa l’Agenzia regionale del Lazio per la confisca dei beni alla mafia – che ad oggi non c’e’ piu’ perche’ chiusa dalla governatrice Renata Polverini – abbiamo avuto le rassicurazioni del caso”. Un anno dopo questa famiglia rischia ancora di finire in mezzo a una strada: “Lancio un appello all’Agenzia nazionale per la confisca dei beni e al Tribunale di Reggio Calabria e chiediamo al Comune di Roma, alla Provincia di Roma e alla Regione Lazio di farsi parte in causa- ha concluso Catarci- per sostenere la tesi che questo bene vada confiscato definitivamente e immediatamente assegnato a questa famiglia che versa in condizioni disagiate: e’ il riuso sociale piu’ appropriato per questa casa”.