Mondiali di Nuoto: dove passa Alemanno rimangono solo macerie!

Comunicato Stampa del 6 ottobre 2011

“Due piscine coperte non ancora ultimate, una piscina all’aperto lasciata completamente all’incuria, una palestra inagibile e una sala per le conferenze da completare. E’ questa la situazione che abbiamo trovato al Polo Natatorio di San Paolo a Lungotevere Dante, costruito in occasione dei Mondiali di Nuoto del 2009. Una struttura spettrale e fatiscente con ancora impalcature e impianti che visto lo stato di degrado in cui si trovano andrebbero completamente risistemati”. A dichiararlo in una nota congiunta sono Andrea Catarci, presidente del Municipio XI e Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà.

“Una volta terminati i Mondiali la responsabilità sull’impianto e sui lavori pubblici connessi, promessi e mai realizzati, è passata alla Giunta Alemanno. – continua Catarci – Nel 2010 l’assessore Ghera garantì che sarebbe stata completata la strada e l’attrezzatura a verde delle aeree limitrofe, attraverso risorse comunali, ma era un ulteriore bluff. Non si tratta di denunciare l’attuale degrado e basta, per questo è sufficiente recarsi sul posto e vedere lo scempio della costruzione incompleta del cantiere abbandonato, aperto e incustodito, costati quasi 18 milioni di euro. E’ necessario subito avviare un piano di riqualificazione dell’intero Lungotevere Dante, probabilmente tra i più degradati di tutta Roma”.

 “Lo spettacolo a cui abbiamo assisto è inquietante – spiega Peciola – è incredibile lo stato di abbandono in cui sono stati lasciati le piscine e gli impianti. Il Polo Natatorio di San Paolo è il simbolo dello sperpero di denaro pubblico in occasione dei Mondiali di Nuoto e della mancanza di governo da parte dell’amministrazione comunale. I Mondiali sono stati un grande banchetto per soggetti privati che non hanno restituito opere pubbliche al territorio. Questa struttura va ultimata, riqualificata e messa a disposizione dei cittadini romani, al fine di assicurare agli impianti il carattere di un bene pubblico di cui la collettività possa usufruire. L’esperienza dei Mondiali di Nuoto dovrà servire da monito per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020, è necessario iniziare da subito a vigilare sul sistema degli appalti ed evitare scempi del territorio e inutili colate di cemento”.