Nasce il Comitato Verità e Giustizia per Christian De Cupis

Comunicato stampa del 21 novembre 2011

“Con la conferenza stampa odierna, a cui hanno preso parte anche il Parroco della Chiesa di Santa Galla ed il Garante dei Detenuti Angiolo Marroni, si è formalizzato il Comitato Verità e Giustizia per Christian De Cupis, il trentaseienne della Garbatella arrestato dalla Polizia ferroviaria per banali motivi e morto in un reparto per detenuti dell’ospedale di Viterbo transitando per il Santo Spirito. Dopo Claudio de Cupis, fratello di Christian, c’è già una lunga lista di associazioni e realtà territoriali, rappresentanti istituzionali (municipali, comunali e provinciali), singoli, non convinti che il caso si possa archiviare a cuor leggero, come d’altronde dimostra l’avvenuta apertura di un’indagine per omicidio.

Tanti sono i lati ancora oscuri della vicenda: le lunghe ore passate in un ufficio della Polfer alla Stazione Termini, i lividi sul corpo, la testimonianza dei medici del Santo Spirito a cui Christian avrebbe detto di essere stato picchiato, l’inusuale trasferimento a Viterbo, la famiglia informata di tutto dopo la morte. Si è affacciata in alcuni frangenti una inaccettabile tendenza liquidatoria, in ambienti legati all’Ospedale di Belcolle, alla Polizia penitenziaria, in qualche ambito giornalistico, volta a sottolineare una presunta violenza di Christian documentata da filmati. Si è ribadito nei tanti interventi che se anche fosse così, se anche prima Christian avesse aggredito lui qualcuno, ciò non giustificherebbe eventuali pestaggi, non si poteva e doveva fare nulla di più che arrestarlo, visto che in Italia non c’è la pena di morte ed il diritto alla giustizia sommaria…

Non sappiamo cosa uscirà fuori, se davvero si tratta di un nuovo caso di mala-polizia o no. Però fermarsi oggi nell’accertamento della verità è un’eventualità che va scongiurata, non solo per Christian e per la famiglia ma per tutta la nostra società, in cui serve ristabilire il principio che quando qualcuno viene preso in consegna dallo Stato deve essere al sicuro fino al processo. Tante volte non è stato così e con forza si ribadisce che non deve più succedere: escano fuori tutti gli elementi per fare chiarezza e non dover aggiungere il nome di Christian a quelli di Cucchi, Sandri, Uva e tutti gli altri che compongono la lista”.

Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI