Esistono tanti tipi di famiglia, servono Registri per le Unioni civili

 

Comunicato del 2 dicembre 2011

  
Tra le tante questioni oggetto dell’odierna presentazione del Rapporto annuale del Censis si è focalizzata l’attenzione anche sulla famiglia, sul ruolo fondamentale ricoperto nella società italiana, sul suo essere il più sostanziale ed efficiente degli ammortizzatori -luogo del risparmio, della solidarietà intergenerazionale e della cura di soggetti non autosufficienti-, nonché sulla sua morfologia in continuo mutamento.
Sotto quest’ultimo profilo si è ricordato che le Unioni civili (o libere unioni) nel 2009 sono diventate 897.000 e rappresentano il 5,9% delle coppie. Erano 533.000 nel 2003 e 343.000 nel 1998. Crescono all’interno delle nuove forme familiari, con i single non vedovi, i monogenitori non vedovi e le famiglie ricostituite coniugate, un totale di 6.866.000 nuclei in cui vivono 12 milioni di persone, il 20% della popolazione, un dato quasi raddoppiato rispetto al 1998.
Di fronte alla ulteriore constatazione di così consistenti mutamenti risultano ancor più pretestuose le argomentazioni con cui il centro destra si oppone all’istituzione del Registro delle Unioni Civili, che al Municipio Roma XI abbiamo messo in agenda per allargare la sfera dei diritti civili e delle libertà personali e per invertire la china di una regressione culturale che è andata di pari passo con il declassamento sociale ed economico, non contro la famiglia tradizionale.
Prima di aprire bocca se ne ricordino i rappresentanti del centro destra, la Giunta Alemanno e in particolare l’Assessore alla Scuola De Palo, che per esorcizzare una realtà che non gli piace si diletta spesso a citare ed interpretare quel dettato costituzionale che in gran parte il suo schieramento considera carta straccia. Fino a qualche settimana fa neanche a lui, d’altronde, dava fastidio stare in uno schieramento con un leader nazionale che si dilettava con bunga bunga, donnine e barzellettieri, anziché affrontare la crisi attuale ed il lungo declino italiano.

 

 

 

 

– dichiara Andrea Catarci, presidente del Municipio XI.