Approvato il Piano Sociale 2011-2015 del Municipio Roma XI

Comunicato del 13 dicembre 2011

Il Consiglio del Municipio XI, ha approvato il nuovo Piano sociale municipale, un programma di interventi che, grazie all’apporto degli uffici municipali e in virtù di una  alleanza strategica con il terzo settore, le forze sociali, la cooperazione, le consulte, intende rappresentare un elemento di resistenza rispetto ad un welfare cittadino sempre più dimesso ed invisibile e ad un contesto nazionale di imperdonabile riduzione dei fondi destinati al welfare stesso” dichiara in una nota Andrea Catarci, Presidente del Municipio XI.

Come sottolinea l’assessore Beccari: “Questo è un Piano che fa tesoro di tutto ciò che gli ultimi tre anni di governo Berlusconi e anche l’attuale compagine del governo Monti mostrano di disprezzare: i governi di prossimità – i Municipi – come ascolto e riscatto dei ceti popolari e medi, come presidi di democrazia dal basso, come costruttori di welfare locale attraverso una programmazione decentrata e partecipata; i cittadini, non come percettori passivi di interventi decisi in astratto e ex cathedra dalle istituzioni, bensì come soggetti attivi che costruiscono insieme all’ente territoriale un percorso finalizzato all’autonomia che nulla ha a che vedere con l’assistenzialismo o la carità di Stato; i diritti come qualcosa di esigibile e non come variabili vincolate alle disponibilità di bilancio (che, nel frattempo, subiscono una violenta rarefazione)”.

E aggiunge l’assessora Di Veroli: “Questo Piano, costituto non da micro progettualità effimere ma da progettualità che negli anni si sono trasformate in veri e propri servizi per la cittadinanza, ha inteso per davvero riservare una attenzione strategica alla popolazione giovanile e alle donne”.

“Purtroppo – ribadiscono in conclusione Catarci e Beccari – anche questo traguardo, raggiunto attraverso anni di lavoro istituzionale faticosissimo, non potrà avere alcun futuro se il sindaco Alemanno non modificherà radicalmente la propria agenda mettendo al centro il welfare come problema strategico di una città sempre più travolta dalla crisi, e se, di conseguenza, non concentrerà il massimo delle risorse sugli interventi sociali a favore dei cittadini romani e sulla qualità del lavoro sociale degli operatori. Tutto questo lavoro, inoltre, verrà vanificato se il governo Monti non darà segnali forti di cambiamento, sia interrompendo il dissanguamento finanziario perpetrato a danno degli enti locali, sia attraverso l’immediato rifinanziamento – dopo il taglio di oltre l’80% di Tremonti – del fondo nazionale per le politiche sociali passato dai 929 milioni del 2008 ai 75 milioni del 2011 e ai previsti 45 milioni del 2013. Se non vi saranno segnali di vera equità e giustizia sociale a livello nazionale, non vi sarà Piano sociale locale che tenga”.