Metro C: si continua a morire e non si agisce per tutelare la sicurezza nei luoghi di lavoro!

Comunicato Stampa del 01 marzo 2012

“Nei cantieri per la realizzazione della metro C continuano a verificarsi incidenti gravissimi, come quello toccato al ragazzo di Napoli, dipendente della ditta Congedi, che è caduto in un pozzo profondo più di 30 metri. La diagnosi è devastante: morte cerebrale. A distanza di pochi giorni dalla denuncia della CGIL, sull’uso di lavoratori irregolari nei cantieri della Metro C, arriva l’ennesima triste notizia di un incidente mortale. L’attenzione che la Giunta Alemanno e la Regione Lazio, guidata dalla Polverini, hanno posto in essere sulla sicurezza nei cantieri  in questi ultimi anni, è del tutto insufficiente. Ma hanno fatto di più, ostacolando la proposta del Municipio Roma XI di creare una struttura di coordinamento e integrazione di tutti i servizi ispettivi e di vigilanza sulla sicurezza nei posti di lavoro nel territorio locale. Infatti, ad una richiesta di collaborazione non è giunta mai una risposta formale, se non quella di informare che i compiti di tenere i rapporti con gli organi ispettivi  spetta esclusivamente al Campidoglio.”

“Non sarebbe più opportuno realizzare in ogni Municipio dei punti di osservazione territoriale composti in primis dagli uffici dell’Ente di prossimità con ASL, Ispettorato del Lavoro, INAIL, INPS e tutti gli altri enti preposti al rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro?”

“Non si può assistere passivamente a tragedie come quella accaduta al ragazzo di 26 anni nel cantiere della Metro C, si passi ad un’azione reale di controllo e contrasto del lavoro irregolare ed insicuro e la si finisca di versare le classiche lacrime di coccodrillo ricordandosi della questione solo in occasione di eventi tragici.” – dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI