da Affari Italiani.it – San Paolo, la basilica in gabbia: il Comune dà l’ok per la cancellata

San Paolo, la basilica in gabbia: il Comune dà l’ok per la cancellata

L’assemblea di Roma Capitale dà il via libera alla recinzione in ferro della zona in cui lo scorso anno si asserragliarono i rom che fecero resistenza civile al piano rom. Il presidente del Municipio XI, Andrea Catarci, denuncia: “Già allora dava fastidio qualche senza tetto che saltuariamente cercava riparo sulle scale, ora la scusa sono i writer. Se così fosse bisognerebbe recintare tutte le chiese ed i monumenti della città con la più alta concentrazione al mondo di beni culturali”. Le obiezioni tecniche avevano già bloccato il progetto della Santa Sede…continua

Mercoledì, 7 marzo 2012 – 18:04:00

Comunicato Stampa del 07 marzo 2012

San Paolo: la cancellata non serve

“Con l’ordinanza n. 23 del 30 marzo 2009 il Sindaco Alemanno ha assegnato circa 10 metri di terreno comunale alla Basilica di San Paolo per istituire una fascia di rispetto in direzione nord ed est. L’Assemblea capitolina dopo due anni e mezzo, con un solo voto contrario ed un astenuto, ne ha ribadito il contenuto, in una decisione che oscilla tra l’ignoranza della realtà ed il servilismo d’istinto.”

“La motivazione addotta allora era di proteggere i muri dai writers ed era doppiamente pretestuosa: sia perché non c’è mai stata lì un’emergenza decoro, sia perché secondo tale logica bisognerebbe recintare tutte le chiese ed i monumenti della città con la più alta concentrazione al mondo di Beni culturali. In realtà, già allora dava fastidio qualche senza tetto che saltuariamente cercava riparo sulle scale, scordandosi per intero la solidarietà e l’aiuto ai bisognosi!” – dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI

“La cancellata è stata già realizzata in direzione Parco Shuster, mentre per le obiezioni di natura tecnica sollevate dagli uffici del Municipio Roma XI è stata rinviata nella parte che affaccia su Via Ostiense. Un piano dei lavori non è stato mai presentato e nella dichiarazione di inizio attività si inglobavano servizi pubblici senza relativi atti d’obbligo, si impediva il passaggio pedonale recintando quasi il doppio rispetto ai dieci metri previsti e si precludeva l’unica via d’accesso esistente per i disabili. Per questi motivi il Municipio XI notificò alle autorità ecclesiastiche la sospensione dei lavori, che non vennero più proseguiti sul lato Ostiense.”

“Se i 37 consiglieri che si sono espressi favorevolmente, avessero chiesto qualche informazione aggiuntiva, sarebbero stati messi a conoscenza di un altro fatto: nell’area recintata non vanno più i senza fissa dimora ma spesso e volentieri viene segnalata la presenza di automobili e talvolta persino di qualche pullman, alla faccia dell’uso esclusivamente pedonale che vincolerebbe le Autorità ecclesiastiche.”

“La cancellata è inutile e costituisce già oggi una netta divisione con il Parco Shuster adiacente, che è invece la degna cornice verde per la millenaria Basilica di San Paolo, già Basilica Paleocristiana Ostiense. Il Municipio Roma XI ha anche proposto con un atto del Consiglio di recintare l’intero complesso, Basilica e Parco, ma alla sollecitazione non è arrivata nessuna risposta. Forse si è ritenuto che vista l’entità del canone annuo richiesto, ridicoli 51,65 euro, non si potesse chiedere altro alla Santa Sede…”  

“Nello stesso complesso, infine, è ormai imminente l’ultimazione dei lavori per la realizzazione di 23.000 metri cubi di ambulatori e uffici dell’Ospedale Bambin Gesù, avvenuta in sfregio alla Basilica, al paesaggio, all’archeologia, alle norme urbanistiche italiane ed ai Patti Lateranensi, in un sito dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Di fronte, peraltro, già c’erano altri edifici di proprietà del Vaticano che potevano essere adibiti allo stesso scopo, ma anche su questo Sindaco, Giunta comunale e Assemblea capitolina si sono limitati ad obbedire.” conclude Andrea Catarci