da Affaritaliani.it – Bilancio, Roma chiude per dissesto

Martedì, 13 marzo 2012 – 15:29:00
In un elenco approssimativo ma impietoso, non corredato di alcuna documentazione scritta, Alemanno ha sciorinato le motivazioni e alcune delle cifre che portano Roma al collasso economico-finanziario.
Il bilancio 2012 sarà lacrime e sangue, perché tra i mancati trasferimenti di governo e Regione Lazio, la previsioni di entrate acrobatiche che non si avvereranno, la trattenuta centrale degli importi legati all’IMU sulla prima (per intero) e sulla seconda casa (al 50%), verrà a mancare qualcosa come un miliardo e mezzo di euro.

Gli elementi alla base del fatidico cahiers de doleance sono ben identificabili: la crisi economica galoppante, lo scaricabarile dei governi nazionali sugli Enti locali in tema di tagli alla spesa e il capestro del Patto di (in)stabilità. Risultato, per Roma sembra davvero non esserci più scampo, detto e assicurato, anche se non ancora sottoscritto, nientemeno che dal Sindaco.
Le uniche strategie esplicitate dal centro destra capitolino per contrastare il quadro emergenziale sono l’aumento dell’addizionale IMU, l’operazione Holding Campidoglio, qualche svendita relativa a patrimonio e servizi pubblici, (forse) il contributo di soggiorno e altre misure definite “varie” e dunque di marginale rilevanza. Imponendo la tassazione ulteriore sulla prima casa (aliquota dal 4 al 5 x mille), per di più, si va a pesare ancora sui magri bilanci familiari di una metropoli già colpita duramente nel suo terziario pubblico, nel suo terziario di servizi alle imprese, nel suo apparato industriale in cerca di linfa nuova e riconversione necessaria, nelle sue imprese di utilities, in cui aumentano la marginalità e le nuove povertà, nonché le sofferenze del lavoro manuale “residuo solido delle società liquide”, delle generazioni precarie e dei ceti medi in impoverimento.

Sempre nell’informalità più assoluta, a mo’ di chiacchiere da bar, si sono prospettati tagli di circa 7-8 milioni di euro ai Municipi. L’unico elemento concreto che è stato fornito riguarda la manutenzione stradale, in particolare la disponibilità di 30 milioni di euro complessivi che il centro destra capitolino intendeva riservare all’Assessorato comunale ai Lavori Pubblici per 16 milioni ed ai 19 Enti territoriali per 14 milioni. Il Sindaco lo ha poi smentito assicurando una revisione della distribuzione, per le rimostranze di tanti che hanno fatto notare come l’85% della rete stradale cittadina sia ad oggi di competenza municipale. Per il resto si è espressa la volontà di tener conto delle particolarità dei territori, cosa che per gli Enti a guida centro sinistra è suonata come una minaccia vera e propria, si è fatto il consueto richiamo alle responsabilità pregresse malgrado si governi ormai da 4 anni e gli innumerevoli annunci sul risanamento avviato con il commissariamento, non si è garantito nessuna effettiva utilizzabilità delle risorse che verranno scritte nei bilanci locali.

Nel 2011 gran parte delle voci sono infatti risultate inservibili per scarsa liquidità di cassa è la storia è destinata a ripetersi. E’ avvenuto persino per interventi che sono stati preceduti da bonifici in entrata da altri soggetti, a finanziamento delle azioni specifiche espresse nella causale. Il richiamo al Patto di stabilità non è di per sé spiegazione sufficiente, perché è ovvio che qualcuno a monte decide cosa sta dentro e cosa sta fuori da quell’insano meccanismo.

Roma è sull’orlo del tracollo, fornire servizi sociali decenti sarà un’utopia, programmare una adeguata manutenzione urbana e l’indispensabile cura del territorio altrettanto. Le favolette del risanamento e dei fondi che l’ex governo Berlusconi doveva magnanimamente riversare in Campidoglio sono evaporati come neve al sole, insieme ai sogni estemporanei della Formula 1 e delle Olimpiadi.

Per ragioni oggettive e per un quid aggiuntivo legato alle irragionevoli e propagandistiche politiche di bilancio attuate dalla Giunta Alemanno, il centro destra che ha preso in mano Roma dopo 15 anni di astinenza l’ha depredata nelle sue aziende pubbliche con le varie “parentopoli” e l’ha condotta in un vicolo cieco. L’unico spiraglio è aprire una nuova stagione dalla primavera 2013, provando fino ad allora a guidare delle macchine municipali alla deriva cercando di non dover esporre il fatidico cartello “Chiuso per dissesto”.

Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI