Introduzione dell’Atlante delle opere del Municipio Roma XI (di prossima pubblicazione)

Atlante delle Opere del Municipio Roma XI  

Il Municipio Roma XI, che dal centro cittadino si estende verso il mare e fino ai Castelli Romani in un’ampia diversificazione morfologica e ambientale, è nel pieno di una profonda metamorfosi già da qualche decennio.

C’è il vecchio nucleo industriale lungo Via Ostiense che, in particolare con l’insediamento dell’Università Roma Tre e la riconversione in locali, uffici e negozi di spazi un tempo occupati da fabbriche e attività manuali, si è trasformato in area ad alta concentrazione di servizi, divertimento e cultura. La Città dei Giovani al posto degli ex Mercati Generali, le nuove sedi direzionali di Roma Capitale del progetto “Campidoglio 2” a ridosso della Stazione e gli imminenti insediamenti di Nuovo Trasporto Viaggiatori (treni ad alta velocità) ed Eataly (centro enogastronomico) all’Air Terminal, rafforzeranno ulteriormente tale vocazione, mentre dalla riqualificazione della caserma di Via del Porto Fluviale, prevedendo spazi per l’abitare e per quella scuola che ancora oggi non c’è, si possono ottenere risposte significative (anche se non esaustive) a due esigenze basilari.

Ci sono poi i vicini quartieri storici di Garbatella, San Paolo, Montagnola, Tormarancia e Ardeatino densamente popolati e legati fin dalle origini alle realtà produttive dell’Ostiense, che hanno modificato in profondità il proprio aspetto e la propria composizione sociale, divenendo segmenti apprezzati della Città storica e della Città consolidata. Ad operazioni di ammodernamento urbano, come l’avvenuta demolizione, ricostruzione e riqualificazione dell’area a dissesto idrogeologico di Viale Giustiniano Imperatore e i Contratti di Quartiere di Garbatella e Tormarancia tuttora da completare, si affiancano le criticità già palesi del Piano di riassetto di Piazza dei Navigatori e del Polo natatorio di Valco San Paolo. Il primo consiste in un’imponente edificazione concentrata in uno spazio ristretto su Viale Colombo, avvenuta peraltro senza significative opere pubbliche di accompagnamento, mentre il secondo è una cattedrale nel deserto  realizzata in occasione dei Mondiali di Nuoto 2009, costata 16 milioni di euro ed abbandonata al degrado dopo un solo mese di parziale apertura. Oltre che la riduzione dei danni arrecati dal Piano e dal Polo, sugli assetti e sugli equilibri locali influiranno in maniera determinante anche i destini dell’ex deposito Atac e dell’ex Fiera, vuoti urbani che nel processo di riuso a seguito della dismissione delle funzioni originarie possono rappresentare un’opportunità di miglioramento per l’intero quadrante cittadino, a condizione che si tengano lontane le mire speculative ben presenti. 

Ci sono, infine, i quartieri residenziali di più recente costruzione sorti lungo le direttrici di Via Grottaperfetta e Viale del Tintoretto, Roma 70, Rinnovamento, Sogno, Fotografia-Tor Carbone, Ottavo Colle, che nonostante lo sforzo del Municipio di incrementare servizi e presidi sociali, culturali e ricreativi, sono ancora alla ricerca di un’identità di luogo definita. Impreziositi dalla vicinanza con il Parco dell’Appia Antica, un tesoro unico al mondo dal punto di vista archeologico, agricolo, naturalistico e paesaggistico, saranno ulteriormente caratterizzati dal verde con la sistemazione della Tenuta di Tormarancia, dal 2002 annessa al Parco dopo anni di battaglie ambientaliste. Tuttavia, proprio lì, nella consapevolezza degli elementi sostanziali che determinano i buoni livelli di qualità della vita, si guarda con timore giustificato sia alla prevista edificazione I60 che ai riflessi di essa sulla mobilità.

I tre distinti livelli sommariamente richiamati hanno imparato negli anni a relazionarsi, a condividere le problematiche e a crescere insieme, in percorsi identitari nutriti da collanti speciali come memoria storica, solidarietà sociale, partecipazione della cittadinanza.

E’ un quadro in consistente e costante movimento, che ad uno sguardo superficiale può far pensare ad una completa assenza di programmazione, ad una crescita disordinata e segnata unicamente dal consumo di territorio e dalle spinte alla valorizzazione. E in parte è davvero così, perché forti e talvolta irrefrenabili sono stati gli impulsi alla deregolamentazione ed al profitto a tutti i costi, venuti dalle Giunte comunali che si sono avvicendate. Ma, appunto, questa è solo una faccia della medaglia. Nella parte opposta si individuano chiaramente i tratti di un Municipio che non ha mai abdicato al governo dei mutamenti complessi e che non ha mai rinunciato a lettura d’assieme e ad azioni conseguenti, talvolta con la resistenza e talaltra con progetti e proposte. Lo dimostra bene quest’Atlante delle Opere che, attraverso le categorie di Nuove identità urbane, Spazi dell’abitare, Connessioni, Reintegrazioni urbane, Reti ambientali, Spazi dell’ordinario e nelle conclusive Domande di progetto sugli spazi in attesa, mette in evidenza pratiche e dinamiche territoriali tutt’altro che subalterne. Nel supportare questa direzione di marcia, impressa e praticata dalle maggioranze municipali di questi anni, l’Atlante è un prezioso strumento di orientamento, lavoro e comunicazione pubblica tra Istituzione municipale e cittadinanza. Serve a guardare al passato recente ed a rinnovare l’impegno a tenere insieme sviluppo del territorio e condivisione delle scelte, trasformazione e miglioramento della vivibilità urbana, crescita e sostenibilità ambientale. Serve a  recuperare il senso stesso della disciplina Urbanistica, intesa come progettazione dello spazio. Serve a sostenere un protagonismo locale che più è cosciente dei nodi sostanziali delle contraddittorie parabole di sviluppo e più può risultare decisivo.

Per questi motivi il ringraziamento a tutti quanti hanno contribuito a realizzare il presente Atlante delle Opere è particolarmente sentito.

Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI