Rom: Appello sull’ex Fiera

Comunicato stampa del 2 ottobre 2012

Rom: Appello sull’ex Fiera

A seguito di un nuovo sopralluogo all’interno di quell’ex Fiera dove sono state insensatamente stipate 180 persone provenienti dal campo demolito di Tor de Cenci, la situazione appare sempre più insostenibile. Le tensioni interpersonali si mescolano con la disperazione e il pessimismo per un futuro indecifrabile.

Lo spazio esterno del cortile tra un manufatto e l’altro è a metà tra una discarica a cielo aperto ed un cantiere, con cumuli di vecchi arredi, legname e ferro, immondizia sparsa, sacchi di calce che spiccano nelle vicinanze dei bagni chimici e degli impianti mobili allestiti per le docce.

All’interno il padiglione è indecente alla vista ed all’olfatto. La moquette che sta sul pavimento è sporca e lacera, i pezzi di controsoffitto sono caduti o a penzoloni, i bagni interni sono inutilizzabili, calcinacci e altri residui sono disseminati in diverse parti, il cattivo odore ha una lontana origine e non è riconducibile alla presenza degli ultimi arrivati. La cooperativa sociale e la Croce Rossa Italiana si limitano a distribuire i pasti e non hanno potuto fare molto per migliorare il contesto, per il preavviso inesistente.

In questo luogo inidoneo e malsano sono state collocate le brandine per i 180 rom. Tra loro c’è una bimba di pochi giorni, uno di neanche due mesi appena uscito dall’ospedale, una neo mamma ancora debilitata, altri piccolissimi: alcune famiglie non hanno avuto il tempo di portar via nulla dalle baracche e si trovano senza abiti, senza passeggini, senza pannolini. Tanti sono i preadolescenti e gli adolescenti, con gli adulti denunciano di avere solo gli abiti che indossano e in alcuni casi di essere stati impediti persino a prendere i documenti personali. Tra incredulità, rassegnazione, disperazione e rabbia pensano che a  Castel Romano i lavori non saranno terminati questa settimana ma tra un mese e che dovranno restare lì.

Sempre nell’area dell’ex Fiera, nello spazio di fronte, ci sono un’altra cinquantina di rom in alcune roulottes, relegati da quasi un anno dalla consueta insipienza della Giunta Alemanno.

Ce ne vuole di perversione per attuare una simile sequenza di idiozie: demolire un campo che per quanto malmesso stava in piedi da decenni senza preparare sistemazioni alternative, disporre una deportazione vera e propria in spazi che abitativi non sono mai stati e che l’abbandono di questi anni ha reso inservibili, riservare un futuro fatto di ammassamento in due campi che già sono troppo popolati e che rappresentano delle bombe ad orologeria, destinate prima o poi ad esplodere sia nei rapporti interetnici dentro che nella difficile convivenza con i quartieri fuori. Il tutto per esibire lo scalpo di Tor de Cenci.

Da ultimo, c’è l’incredibile scelta di trasformare l’ex Fiera in un luogo dove depositare le emergenze sociali cittadine. E’ avvenuto di continuo negli ultimi anni, senza dire niente né al Municipio Roma XI né al Gruppo di Polizia Locale, tantomeno alla cittadinanza. Le mura di cinta ci sono e si è ritenuto opportuno farne un fortino, scoraggiando le visite di giornalisti, forze politiche, operatori sociali, associazioni, movimenti. Al contrario è indispensabile che si veda e si sappia quello che c’è là dentro. E’ una vergogna, provocata e voluta da un’istituzione che si chiama Roma Capitale, che altrimenti non si può descrivere né capire davvero. Venite all’ex Fiera, numerosi, a cominciare da quel Ministro Riccardi che su Tor de Cenci ha già preso autorevolmente la parola, per garantire che tale inumana permanenza duri il meno possibile e per raccontare, denunciare, contribuire a non farlo accadere più.  – dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI