Afghani, Pdl tra inettitudine e falsità

Comunicato stampa del 3 ottobre 2012

Afghani, Pdl tra inettitudine e falsità

“Sul destino dei rifugiati afghani che vivono in una tensostruttura nel quartiere Tormarancia il centro destra capitolino dà dimostrazione delle consuete e ormai note virtù: inettitudine e falsità.” – dichiara Andrea Catarci, Presidente del Muncipio Roma XI

“Da una parte c’è la Giunta Alemanno, del tutto incapace a realizzare politiche sociali degne di questo nome e nel caso specifico a togliere di mezzo l’improvvisato padiglione per sostituirlo con un idoneo edificio, in modo da migliorare il servizio attuale ed eliminare un arredo d’emergenza che il quartiere subisce.”

“Dall’altra c’è il Pdl locale, che da mesi dice alla cittadinanza che è il Municipio Roma XI ad imporre la presenza della tensostruttura, che il loro Sindaco e la loro Giunta non c’entrano niente con il servizio e che sono passati per caso in Campidoglio, che sempre per caso l’Assessorato  alle Politiche Sociali di Sveva Belviso ha acquistato la tensostruttura, stipulato un contratto d’affitto con l’Istituto San Michele per il terreno e contrattualizzato una cooperativa sociale per la gestione.”

“Ma finiamola! Con il trasferimento in Viale Odescalchi si è posto fine alla vergogna dell’accampamento spontaneo che stava alla Stazione Ostiense, ma quella struttura non è fatta per stare in piedi più di 7 mesi e lo si sapeva. Il Municipio Roma XI si è espresso, prima con un atto ufficiale approvato dal Consiglio, poi con innumerevoli solleciti: Roma Capitale metta a disposizione idonei edifici, in modo da poter chiudere la tensostruttura che fin dagli inizi doveva essere temporanea e che sta già lì da troppo tempo, circa 8 mesi. Non solo. E’ altrettanto urgente che la Giunta Alemanno smetta definitivamente di alloggiare indecentemente centinaia di persone nella limitrofa ex Fiera, area che non può essere adibita a deposito per le emergenze cittadine. In tal modo si stanno concentrando a Tormarancia un numero davvero eccessivo di problematiche sociali.” – conclude Catarci