I-60: no al piano casa, no a favori ai costruttori, sì alla riduzione delle cubature e dell’impatto ambientale

Comunicato stampa 26 settembre 2013

I-60: no al piano casa, no a favori ai costruttori, sì alla riduzione delle cubature e dell’impatto ambientale

“Da alcuni dei costruttori interessati sono state presentate nuove richieste di applicazione del Piano Casa, relativamente ad altrettanti comparti del piano urbanistico Grottaperfetta ‘I-60’. In alcuni casi si chiedono cambi di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale, in altri l’aumento delle unità immobiliari, stimabile in circa 12.000 metri cubi.

La maggioranza di centro sinistra al governo del Municipio Roma VIII esprime la propria ferma contrarietà all’applicazione del Piano Casa per l’I-60. Se lo spirito originario della legge era davvero di consentire ai comuni cittadini di realizzare piccoli cambiamenti abitativi, nelle operazioni riguardanti compendi immobiliari medi e grandi ne è evidente lo stravolgimento: lì serve per aumentare le cubature ed aggiungere altro cemento dove ce ne sta già fin troppo.

La Giunta Zingaretti, nell’ambito della recente rivisitazione della norma, ha limitato il calcolo degli aumenti di cubatura alle parti non residenziali. Ma non basta: viene da chiedersi perché il Lazio debba continuare ad essere, in dissonanza con quanto indicato dalla Conferenza Stato-Regioni, l’unica Regione ad elargire incrementi di cubature sulla base di soli diritti edificatori. Insomma, dopo il primo passo già fatto è necessario, in tempi brevi, neutralizzare del tutto quel micidiale strumento che il centro destra dell’ex Presidente Polverini ha messo a disposizione dei costruttori.

Non è un caso che si tenti di ricorrere al Piano Casa in varie trasformazioni urbane, all’ex Fiera di Viale Colombo, all’ex Consorzio agrario di Via del Porto Fluviale e all’I-60 di Via Grottaperfetta, solo per citarne alcune localizzate nel Municipio Roma VIII che rischiano di comportare, rispettivamente, circa 60 mila metri cubi, circa 5000 metri cubi e circa 12 mila metri cubi in più. Ancora: insopportabile poi è l’ulteriore favore alle grandi imprese di costruzione recentemente concesso dal Governo, che ha esonerato dal pagamento dell’Imu le unità immobiliari invendute, sino alla loro vendita o locazione. Quindi a pagare sono solo i comuni cittadini tartassati. L’effetto di questa regalia è che alla speculazione edilizia, già di per sé ingiustificata visto che il mercato non richiede ulteriori edificazioni, stando alla quantità di invenduto che si riscontra nella nostra città, si aggiunge quella finanziaria esentasse: ne consegue l’irragionevole incentivazione alla costruzione di unità immobiliari. Non stupisce pertanto come il 10% della popolazione detenga la metà del patrimonio nazionale!

Il Municipio Roma VIII intende promuovere ogni azione di protesta istituzionale e nel territorio per scongiurare tali aumenti di cubature, a cominciare dalla questione dell’I60 su cui si è già chiesto più volte la diminuzione delle stesse e su cui sarà convocato a breve un Consiglio”. – dichiarano Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma VIII (ex XI) e Massimo Miglio, Assessore all’Urbanistica del Municipio Roma VIII (ex XI).