Disposto il sequestro del cantiere dell’ I 60

Comunicato Stampa 11 febbraio 2014

Disposto il sequestro del cantiere dell’ I 60

“Il Gruppo VIII Tintoretto di Polizia Locale di Roma Capitale ha proceduto a sequestrare il cantiere dell’i-60 dalla parte di viale Ballarin, a seguito delle disposizioni avanzate dal Municipio VIII. Il Fosso delle Tre Fontane, protetto dalla relativa normativa, è esistente e tutt’altro che scomparso, come risulta in alcune documentazioni.” – dichiarano Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma VIII e Massimo Miglio, Assessore all’Urbanistica del Municipio Roma VIII

“Chiunque può venire a riscontrare la perfetta esistenza del corso acqua, con sponde in alcuni tratti alte fino a 5 metri, con la presenza di molte specie protette, infatti sono presenti nella zona una risorgiva ed una sorgente all’altezza del complesso scolastico di via Berto che garantiscono l’esistenza di un ricco ecosistema fluviale, dalle acque pulite e con l’esistenza di animali interessanti anche dal punto di vista ecologico, come viene confermato anche da apposite note del WWF.” – aggiunge Miglio

“Si è accertata la distruzione ed ostruzione del Fosso delle Tre Fontane (vincolato ai sensi del D. lgs. 42/04, con Delibera di Giunta regionale 5/2011 e rientrante nella disciplina della Legge regionale 24/98 e del Piano Territoriale Paesistico Regionale) e della vegetazione; la conseguente compromissione del naturale deflusso delle acque e delle funzioni idrogeologiche del fosso; l’alterazione delle quote orografiche naturali del terreno.”
“Dopo tali fatti – continua Catarci – tutta la Convenzione va accuratamente rivista, con un drastico abbattimento delle cubature previste nell’area, imponendo di rispettare il divieto assoluto di edificazione per un’area di 150 metri dal Fosso. Perché se Roma va già sott’acqua e sotto terra non si può continuare a farla sprofondare alterandone gli equilibri e gli anticorpi naturali.”

“Ora dopo l’atto di oggi da parte della Polizia Locale, spetta alla magistratura fare i dovuti approfondimenti sui fatti segnalati, ricostruire la verità e risalire alle eventuali responsabilità sulla vicenda.” – concludono CatarciMiglio