Casa, L’articolo 5 va abrogato subito

Comunicato Stampa del 20 giugno 2014

Casa, L’articolo 5 va abrogato subito

“L’art. 5 del ‘Decreto Lupi’, convertito nella legge 80/14, impedisce a chi alloggia in immobili occupati di acquisire la residenza e l’allaccio dei pubblici servizi. Si tratta di una norma socialmente feroce, nonché di una vera e propria bomba destinata ad esplodere in breve tempo, innescata in modo del tutto anomalo dal Ministero delle Infrastrutture in luogo del Ministero dell’Interno competente in materia.”

“Per la prima volta nella storia repubblicana si utilizza l’iscrizione anagrafica per colpire trasversalmente chi commette un reato, sacrificando diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti. In particolare vengono calpestati interamente l’articolo 3 e 16, buona parte dell’articolo 2 e parecchi articoli del Titolo II – Rapporti etico-sociali. Non solo. Quello alla residenza si configura come un diritto soggettivo e, in quanto tale, oltre che dalla Costituzione è garantito dal Codice civile, dalle leggi ordinarie e da alcuni decreti del Presidente della Repubblica.”

“Chi non è iscritto non ha diritti elettorali, non ha diritti sanitari, non ha diritti sociali, non ha diritti civili, in una parola non esiste giuridicamente. Poiché la non iscrizione va assolutamente evitata, l’articolo 5 di fatto costringe gli uffici pubblici a registrare una situazione non veritiera, ignorando la reale dimora abituale e procedendo ad assegnarne un’altra o in via fittizia, al pari delle persone senza fissa dimora, o in un precedente luogo non più utilizzato.”

“A Roma sono decine le occupazioni a scopo abitativo che negli anni si sono consolidate. Vi abitano centinaia di persone che si vedono già oggi rispondere con un diniego. La pessima misura incostituzionale è legge e, malgrado le manifestazioni di questi giorni nei Municipi romani, essa costringe gli ufficiali d’anagrafe all’osservanza. Si tratta di una questione che va risolta immediatamente ed alla radice, con un intervento del Parlamento e del Governo Nazionale che abroghi o operi una revisione sostanziale dei contenuti dell’art. 5, recuperando aderenza al dettato costituzionale, senso di responsabilità e rispetto della dignità umana”. – dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma VIII