Patrimonio: bando deludente che ignora i Municipi e non legge le esigenze locali

Comunicato Stampa del 15 aprile 2015

Patrimonio: bando deludente che ignora i Municipi e non legge le esigenze locali

“Il patrimonio pubblico rappresenta un opportunità per rivitalizzare il tessuto economico e culturale della città. Con tale assunto, più che condivisibile, inizia la comunicazione del Campidoglio con cui si promuovono i due bandi pubblici per l’assegnazione di locali – in affitto agevolato o in convenzione – finalizzati allo sviluppo della nuova imprenditoria giovanile e alla diffusione delle attività di produzione culturale.
Tali spazi, insieme a parecchi altri che si è scelto di lasciare all’abbandono attuale o di mettere in vendita, a norma dell’articolo 68 del Regolamento del Decentramento amministrativo andavano assegnati ai Municipi, in quanto di evidente ‘rilevanza circoscrizionale’, ma per evitare di cedere seppur piccole quote di sovranità dal centro ai territori non si esita neanche a calpestare le norme.
I primi tre comma del suddetto articolo recitano: ‘1. Sono di competenza della Circoscrizione le funzioni inerenti alla gestione tecnico-amministrativa ed economica degli immobili comunali di interesse circoscrizionale […], con esclusione delle locazioni e delle concessioni degli immobili destinati a civile abitazione. 2. La Circoscrizione persegue la migliore utilità pubblica della cessione in locazione o in concessione di immobili, in relazione al corrispettivo economico ed alla finalità sociale dell’uso. 3. Nel caso di disponibilità di un immobile, il Consiglio Circoscrizionale procede, mediante apposito avviso pubblico, all’indizione di una gara, con assegnazione al miglior offerente, per la scelta del concessionario o del locatario’.

Anziché attuare la chiara disposizione, il Campidoglio emana direttamente un avviso per locali che, con poche eccezioni, sono di dimensioni estremamente ridotte, andando da 17 a 85 metri quadri, lasciandone peraltro fuori parecchi altri esplicitamente richiesti dai Municipi ed a rischio di occupazione o di deterioramento, evitando persino di rispondere a note ufficiali. In periodo di cronica carenza di risorse, è evidente che l’uso di tale patrimonio può risultare determinante nel perseguire le linee di lavoro contenute nei diversi programmi municipali alle voci cultura, sport, incentivazione alla partecipazione, iniziative dal basso.

Per entrare nel merito che riguarda il Municipio Roma VIII viene da chiedere: come si può ritenere di rilevanza cittadina lo spazio di Tormarancia messo a bando, in disuso da tempo e di 34 metri quadri? Nel quartiere in cui si è appena realizzato un importante progetto di riqualificazione urbana di alcuni lotti trasformati nel villaggio artistico della Street Art, inoltre, non era preferibile incentivare la diffusione di attività culturali piuttosto che la nuova imprenditoria, asse in cui è collocato il locale? Insomma, le esigenze dei quartieri sono note a livello locale, diventano spesso ignote man mano che ci si allontana da essi e che si arriva nelle sedi degli Assessorati comunali, dove spesso si ha uno sguardo sulla città che si ferma negli ambiti ristretti delle Mura Aureliane.

Di proclami sulla collaborazione e sulla valorizzazione degli Enti municipali se ne sentono continuamente, salvo poi produrre azioni concrete che smentiscono tali dichiarazioni. Per ora si è fatto un danno relativo, visto che si è proceduto a mettere a bando una piccola parte del patrimonio rispetto a quello disponibile. Ci si fermi a riflettere, si inverta la rotta e si torni a investire sul ruolo dei Municipi, che sono perfettamente in grado di leggere le esigenze locali e di emanare avvisi pubblici con cui rivitalizzare il tessuto economico e culturale dei propri territori.” – dichiarazione di Andrea Catarci, Presidente Municipio Roma VIII