Ex Fiera: delibera in chiaroscuro

exfieraComunicato Stampa del 14 luglio 2015

Ex Fiera: delibera in chiaroscuro

“Sulla delibera di riqualificazione dell’ex Fiera, approvata in Assemblea Capitolina, si esprime soddisfazione per gli aspetti relativi alla riduzione delle superfici da 75.000 m2 a 67.500 m2,  nonché di altre condizioni indicate dal Municipio VIII. Oltre alla quantità, su cui si era richiesta una decurtazione maggiore, la criticità sta nell’effimera qualità di un provvedimento che, come messo in rilievo dagli approfondimenti scientifici di urbanisti e ingegneri, non è in realtà finalizzato al riassetto urbano ma a sanare parte del debito contratto dalla S.p.A. Nuova Fiera di Roma.” E’ quanto dichiarano il Presidente del Municipio Roma VIII Andrea Catarci e l’Assessore all’Urbanistica del Municipio Roma VIII Massimo Miglio

“L’Amministrazione capitolina si è dimostrata cedevole alle richieste, provenienti da più parti, di approvare la Deliberazione per scongiurare il fallimento di una società strategica per la città e la regione. Quest’atto costituisce un precedente preoccupante per il futuro, in una idea dell’urbanistica basata più sulla esigenze finanziarie di società partecipate che necessitano di risanare i debiti accumulati nel tempo che sulla pianificazione del territorio.”

“Bizzarra, poi, l’assenza di un progetto urbanistico generale, con relative indicazioni di altezza, numero degli immobili, distacchi… ripetutamente richiesto dall’Ente territoriale. Evidentemente sarebbe stato eccessivamente imbarazzante renderlo pubblico in Assemblea Capitolina!

Municipio, comitati, associazioni e singoli, anche attraverso la procedura delle osservazioni, si impegnano a proseguire l’azione intrapresa sulla base dei seguenti rilievi:

  1. Non si può far cassa per coprire il buco della nuova Fiera, perché non se ne risolvono i problemi strutturali. Al contrario la valorizzazione va perseguita prima in termini di vantaggi sociali e socio-urbanistici per la collettività.
  2. Non si può procedere ad una cementificazione intensiva, rischiando di far saltare definitivamente l’equilibrio della zona e la funzionalità di un’arteria indispensabile come Viale Colombo.
  3. Non si può costruire ancora case di pregio, in una città che ha tantissimi edifici invenduti ed inutilizzati. Non serve e con gli attuali venti di crisi suona anche deridente e beffardo.”

“Va riconosciuto che si è fatto meglio di quanto programmato dalle precedenti giunte, ma non ci voleva poi tanto… – concludono Catarci e Miglio