Giubileo: ma si vogliono fare anno santo e olimpiadi o no?

comitato-olimpiadi-roma-2024Comunicato Stampa del 16 settembre 2015

Giubileo: ma si vogliono fare anno santo e olimpiadi o no?

“Il Giubileo straordinario è alle porte e la richiesta di candidatura per le olimpiadi 2024 è stata formalmente depositata insieme a quelle di Budapest, Los Angeles, Amburgo e Parigi. La paura di subire altri scempi dopo quelli generati dal malaffare e dalla corruzione, come per i mondiali di calcio del ’90 e quelli di nuoto del 2009, ha già diffuso ampiamente un clima ostile in parte della cittadinanza, che va superato sviluppando piani di riqualificazione e miglioramento urbano da affiancare agli eventi veri e propri. Invece si vede poco o nulla di tutto questo e predomina la superficialità. Per il Giubileo il Sindaco e la Giunta, oltre ad aver ricevuto una vera e propria miseria dal governo Renzi, anziché lavorare per sopperire ai pochi soldi con l’efficienza, sono quotidianamente impegnati a gettare benzina sul fuoco dei vari conflitti con i dipendenti capitolini e delle aziende pubbliche, da ultimo con l’idea di affidare lo spazzamento ai privati sottraendolo all’AMA, provocando mobilitazioni di sindacati e lavoratori. Proprio i nuovi ingressi nella Giunta monocolore si sono contraddistinti per la capacità di provocazione, vedi Esposito con gli attacchi qualunquistici ai dipendenti di ATAC, vedi il Vice Sindaco Causi con i vincitori del ‘concorsone’ e Rossi Doria con il licenziamento di ferragosto, poi rientrato in parte, delle 5000 supplenti di scuole e nidi comunali.”  – dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma VIII

“Ma si vuole continuare a scontrarsi su tutto con ripercussioni negative sul funzionamento della macchina amministrativa anche durante il Giubileo? A Milano per l’EXPO hanno preso un abbaglio a chiedere una tregua a tutti e di agire per facilitarla? Ovviamente no…” – prosegue Catarci

“Analogamente nel candidarsi per le Olimpiadi il Comitato promotore si è limitato ad avanzare una proposta generica e sfocata, simboleggiata  con l’impiego di importanti risorse economiche destinate alla presentazione di un video basato su una Roma che non c’è più, proprio quella che ospitò le olimpiadi del ’60, anziché mostrare la Roma che sarà nel 2024. Per le olimpiadi del 1960 si è proceduto alla costruzione di due stadi, dello stadio del nuoto e varie piscine, dei palazzi dello sport, del velodromo, nonché alla bonifica e al recupero urbano di zone prima baraccate, alla realizzazione di importanti opere per la mobilità urbana, al rinnovamento dell’EUR e dell’aeroporto. Oggi non si riesce neanche a prospettare una riqualificazione efficacie della Roma-Lido e delle ferrovie Roma Nord, in un sistema di trasporti cittadino molto più deficitario che allora, né si prospetta come orizzonte la riqualificazione necessaria di quartieri, aree ed edifici pubblici. Perché?”

“Al di là delle parole pronunciate dai protagonisti del momento – conclude Catarci –, viene da domandarsi se si vuole davvero competere per le olimpiadi del 2024 e se il Giubileo non sia stata una totale imposizione.”