Aec, basta giocare sulla pelle dei bambini disabili

AECComunicato del 15 gennaio 2016

Aec, basta giocare sulla pelle dei bambini disabili

 

“Il bando per il servizio di Assistenza Educativo Culturale (AEC) nelle scuole agli alunni con disabilità si sta trasformando sempre più in un massacro sociale. Per le rigidità normative volute dall’ex Assessore alla Legalità Sabella, gli Uffici municipali sono stati costretti a emettere un bando nel mezzo dell’anno scolastico, a causa dell’assoluto divieto di fare proroghe per arrivare fino a giugno. Tale idiozia burocratica, giustificata dalla necessità di migliorare l’azione di controllo per fingere di reagire a Mafia Capitale, visto che in realtà essa non risulta affatto rafforzata, apre la strada alla sciagurata possibilità – poi divenuta realtà – che a tanti bambini con le rispettive famiglie venisse cambiato a gennaio l’operatore, che è figura di riferimento e fiduciaria nel rapporto interpersonale.” – dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma VIII.

“Alle direttive distruttive e insensibili del Campidoglio si aggiunge la mancanza di iniziativa e la scarsa propensione all’assunzione di responsabilità di taluni Dirigenti municipali, che occupandosi in particolare di una materia delicata come i servizi sociali non possono non sapere quante ricadute dannose comportano le attuali procedure sulla qualità del servizio offerto e sulle stesse vite di fasce fragili della popolazione dei nostri quartieri. Ma la consapevolezza di fare un disastro e le reiterate richieste della Presidenza e della Giunta municipale di trovare una soluzione amministrativa per posticipare perlomeno l’avvicendamento delle cooperative sociali e dei rispettivi operatori, se non il bando, non è bastata a generare un sussulto che riportasse un po’ di ragionevolezza. E’ prevalsa la razionalità di normative da applicare per forza che sono tanto irragionevoli quanto barbare.

Infine, dopo l’iniziativa promossa dal Municipio che ha portato alla sottoscrizione tra sindacati e cooperative sociali di un accordo sul cambio gestione degli Assistenti Educativi e Culturali, ex art.37 del Contratto collettivo nazionale delle Coop sociali, sembra che alcuni enti gestori subentranti non stiano rispettando quanto concordato a norma di legge e di contratto circa il corretto riassorbimento, sull’esclusione del periodo di prova e sul corretto inquadramento del personale operante. In collaborazione con le organizzazioni sindacali si intende segnalare a tutti gli organi preposti ogni irregolarità, mentre si richiede un intervento urgente del Commissario Tronca e della Subcommissaria Vaccaro per porre fine allo stillicidio di obblighi irragionevoli giocati sulla pelle di bambini con disabilità con l’unico provvedimento possibile: il differimento al prossimo anno degli avvicendamenti degli operatori sociali.” – conclude Catarci.