Fosso Tre Fontane, due interrogazioni in Parlamento per chiarire le troppe stranezze e opacità

fosso_i60Comunicato Stampa del 25 gennaio 2016

Fosso Tre Fontane, due interrogazioni in Parlamento per chiarire le troppe stranezze e opacità

 

“Con due interrogazioni parlamentari, alla Camera presentata da Stefano Fassina ed al Senato da Loredana De Petris, la vicenda del Fosso delle Tre Fontane arriva in Parlamento e diventa oggetto di quesiti rivolti a tre Ministri, dell’Ambiente, dei Beni Culturali, della Giustizia. Ciò alla vigilia di una importante udienza del Tar del Lazio, chiamato ad esprimersi sul terzo ricorso presentato dal Consorzio Grottaperfetta, dopo aver respinto i primi due, sui provvedimenti emessi dal Municipio VIII per il ripristino della funzionalità idraulica dello storico corso d’acqua e della propria vegetazione.” – dichiarano Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma VIII e Massimo Miglio, Assessore all’Urbanistica del Municipio Roma VIII

“Alla base della seduta del Tribunale vi è l’esame di una relazione elaborata da un consulente nominato dallo stesso Tar, che prende in considerazione solo quanto espresso dai periti di parte contrapponendosi a quanto certificato da tutti gli Enti pubblici preposti, come:  Autorità di Bacino del Fiume Tevere;  Regione Lazio – Area Difesa Suolo e Direzione Urbanistica e Territorio;  Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo;  Soprintendenza di Stato;  Aeronautica Militare; Perito nominato dalla Procura di Roma;  Perito topografo nominato dal Municipio;  geologo ed ingegneri regionali che hanno detto No alla richiesta di sdemanializzazione del Fosso avanzata dal Consorzio.”

“Perché tutta la documentazione che è stata depositata dal Municipio non è stata tenuta in considerazione dallo stesso consulente, non lasciando nessuna traccia nel suo rapporto?  Di fronte all’evidente opacità e contraddittorietà, i Comitati dei cittadini e l’Associazione Italia Nostra hanno nominato un proprio difensore in aggiunta ai legali dell’Avvocatura Capitolina, con lo scopo di richiedere con forza l’accertamento della verità in sede di giudizio: perché è evidente che qualcuno in questa storia dagli interessi forti stia clamorosamente e spudoratamente alterando la realtà. Appare inverosimile, infatti, che tutti gli Enti pubblici preposti abbiamo congiuntamente potuto attestare, certificare e determinare in modo erroneo e non veritiero. Appare, invece, più verosimile che il consulente del Tar in questione debba riesaminare la documentazione depositata dagli stessi Enti pubblici.”

“Di certo c’è che il Municipio non cede di un millimetro nell’azione di tutela del territorio e dell’interesse collettivo, né mai si rassegnerà alla cannibalizzazione di in un’area di pregio palesemente inadatta per ospitare l’esorbitante volumetria di 400.000 metri cubi, dove si sono ignorati tutti i vincoli esistenti, dal Fosso delle Tre Fontane ai 6 Casali storici vincolati e misteriosamente scomparsi nonché ai cospicui ritrovamenti archeologici – villa romana, strade in basolato, materiali vari rinvenuti relativi al I e II secolo d.C. -.” – concludono Catarci e Miglio

testo interrogazione parlamentare a firma di Loredana De Petris

http://wordpress.tupone.it/acatarci/wp-content/uploads/sites/4/2016/01/intI60_depetris.pdf

testo interrogazione parlamentare a firma Stefano Fassino

http://wordpress.tupone.it/acatarci/wp-content/uploads/sites/4/2016/01/InterrogazioneI60fassina.pdf