A luglio in busta paga i dipendenti capitolini riceveranno i premi di produttività previsti dal Contratto integrativo siglato con le Organizzazioni Sindacali a dicembre 2023.

Grazie al Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane per lo straordinario lavoro realizzato.

Ne parliamo, in maniera approfondita, su la Repubblica – Roma che ringraziamo per lo spazio.

Buona lettura!

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📌Andrea Catarci “Salario accessorio ipertassato serve un intervento del governo”

“Il Comune ha fatto sforzi enormi ma occorre il sostegno di Palazzo Chigi”

👉Con il salario accessorio che diventa realtà, l’assessore al Personale Andrea Catarci rivendica «un altro passo in avanti per la valorizzazione dei dipendenti capitolini», ma allo stesso tempo chiede al governo di intervenire e detassare completamente questa forma di salario aggiuntivo.

❓Assessore, l’obiettivo di fondo della misura è non far scappare il personale in altre pubbliche amministrazioni?

👉«L’obiettivo è duplice. Attraverso questo riconoscimento economico garantiamo adeguati incentivi al personale che svolge ruoli gravosi e di responsabilità e compiamo un passo in avanti per avvicinare lo standard stipendiale di Roma Capitale a quello delle altre pubbliche amministrazioni. Accade per la prima volta perché si tratta di una misura economica che in passato, pur nella disponibilità di fondi residui, nessuna precedente giunta ha voluto impegnare per le politiche del personale. Si tratta di uno sforzo eccezionale che per l’anno in corso è riferito alle attività svolte negli ultimi 6 mesi del 2023 e che nel 2025 riguarderà la performance dell’intera annualità 2024 con quote di incentivo che saranno raddoppiate rispetto a quelle che i dipendenti troveranno a fine mese in busta paga».

❓Però, qualunque sia la cifra che il Comune stanzia per il singolo dipendente, in busta paga è dimezzata. Perché?

👉«Questo impegno da parte di Roma Capitale sconta la penalizzazione
legata all’elevata tassazione delle voci del salario accessorio su cui il Governo promette solo a parole la defiscalizzazione: nei fatti, invece, circa il 50% degli importi sono sottratti alla disponibilità dei dipendenti e trattenuti nelle casse dell’erario. Quindi se ad esempio il Comune dà 2.000 euro, il dipendente se ne trova 1.000 in busta paga. Noi applichiamo il contratto nazionale delle funzioni locali, utilizzabile per i Comuni. Nessun altro Comune in Italia però ha le specificità della Capitale con maggiori responsabilità e carichi di lavoro che gravano sui propri dipendenti».

❓Quindi al governo cosa chiede?

👉«A Roma il salario accessorio andrebbe completamente detassato, come forma di sostegno all’amministrazione capitolina. Chiediamo un trattamento adeguato dei dipendenti e rilanciamo il recente appello del sindaco Gualtieri ai ministri Giorgetti e Zangrillo affinché si innalzino i tetti di spesa per il personale della Capitale d’Italia e si prevedano finalmente finanziamenti aggiuntivi per le politiche assunzionali e salariali. Non c’è più tempo da perdere, il Governo dia risposte concrete e in tempi rapidi per consentire a Roma di fare fronte adeguatamente alle sfide che la attendono da qui ai prossimi mesi, primo tra tutti il Giubileo».

❓Quali sono le categorie maggiormente coinvolte dall’esodo?

👉«In particolare per impiegati, funzionari, amministrativi e tecnici subiamo una concorrenza fortissima con le altre pubbliche amministrazioni che attraggono il nostro personale. Noi come Roma Capitale abbiamo fatto tutto quello che potevamo: più assunzioni, il salario accessorio, la progressione di carriera. La disparità con i ministeri però è così elevata che oltre a usare le leve che abbiamo a disposizione è chiaro che servono risorse per Roma Capitale e disposizioni come, ripeto, la detassazione del salario accessorio, che può fare solo il governo»