Browse Category

Palazzo fantasma

San Paolo, Vaticano e Stato italiano hanno calpestato ogni regola

Comunicato Stampa del 1 dicembre 2011

“La Provincia di Roma ha approvato una mozione sul complesso edilizio di 23.000 metri cubi destinato all’ospedale Bambin Gesù nell’area della Basilica di San Paolo. In essa, oltre alla preoccupazione per i carichi urbanistici e di traffico, si sollecita opportunamente un intervento dell’Unesco per la tutela del sito, annoverato tra i Patrimoni dell’Umanità.

I palazzi sono quasi ultimati e le rimostranze più volte avanzate dal territorio sulla violazione dei Patti Lateranensi, delle leggi urbanistiche nazionali e delle stesse Convenzioni Unesco sono rimaste del tutto inascoltate, secondo la regola non scritta che non si ostacola il Vaticano neanche quando calpesta le relazioni codificate con lo Stato italiano. Per il Sindaco e i Ministri interessati non c’è mai stato nulla di strano,persino vedere  incollare le nuove costruzioni all’antico Monastero non ha fatto sussultare nessuno.

Il concetto di extraterritorialità è stato utilizzato in maniera palesemente strumentale e si è arrivati al surreale quando la Procura e il Gip, interpellati con una denuncia-querela del sottoscritto, hanno risposto in forma scritta che all’articolo 16 dei Patti Lateranensi si scrive immobili ma in realtà si legge terreni! Ovvero che ‘dare agli immobili l’assetto che si preferisce’ per il Vaticano diventa pure possibilità di fare nuovi palazzi, senza limiti, controlli e regole,persino nel sito dove sono segnalati un’antica villa romana di età imperiale ed il Cimitero di San Paolo. E’ proprio il caso di parlare di miracoli, a cui non ci si rassegna: si sta infatti preparando un appello alla Corte di Giustizia europea, non per chiedere la demolizione di un ospedale utilissimo alla collettività ed ormai realizzato, a fronte di danni che sono stati già compiuti come ammesso in alcuni documenti dagli stessi Musei Vaticani, ma per denunciare le violazioni commesse dallo Stato italiano. Ambulatori e centro di ricerca potevano essere allocati nella stessa strada (Viale Baldelli), dalla parte opposta, dove i palazzi già c’erano e persino di proprietà dello stesso Stato Vaticano. Ma lì ci sarebbe stata solo l’utilità, non il business…”, dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI

Bambin Gesù: in Procura documenti sui danni al patrimonio

Comunicato stampa del 20 settembre 2011

Lo Stato del Vaticano sta ultimando, nell’area della Basilica di San Paolo, la costruzione del complesso edilizio del Bambin Gesù. 23.000 metri cubi con ambulatori, centro di ricerca pediatrico, uffici ed auditorium, più due piani di parcheggi interrati. Il Municipio Roma XI ha denunciato a più riprese la violazione dei Patti Lateranensi, delle Convezioni Unesco e del Testo Unico nazionale in materia edilizia (DPR 380/2001), sia all’opinione pubblica che alla Procura. A seguito della querela del novembre 2010 si è tenuta la prima udienza presso il Giudice per le Indagini Preliminari, in cui è stato presentato un documento che attesta la consapevolezza del Vaticano di aver prodotto un danno inestimabile al patrimonio archeologico e paesaggistico.

Nella relazione della Direzione dei Musei Vaticani sulle attività della Santa Sede del 2009, nelle Indagini archeologiche eseguite a San Paolo (presente sul sito del museo al link:http://mv.vatican.va/1_CommonFiles/pdf/Reparti/Rep.RaccolteEpigrafiche.pdf) ,  alla fine della prima pagina si legge: L’intervento edilizio ha creato un forte impatto ambientale sull’area in origine adibita a parco e non ha reso possibile l’auspicata conservazione e valorizzazione in loco di tutti i resti archeologici, per la maggior parte demoliti dopo i rilievi e il recupero dei mosaici, e ancora: L’intervento edilizio, se da un lato ha creato un forte impatto visivo sull’ambiente circostante (Basilica, Monastero e orto di San Paolo) ed ha interrotto la visione e l’unità interpretativa d’insieme del complesso monumentale basilica-monastero altomedievale, dall’altro renderà interamente fruibile l’area archeologica all’interno di un grande ambiente sotterraneo…  Il GIP si è riservato di decidere nei prossimi giorni circa la prosecuzione e l’approfondimento della vicenda.

I lavori ormai volgono al termine, il polo ambulatoriale ha preso forma, mentre i danni archeologici e paesaggistici sono già stati prodotti. La richiesta di demolizione, che si era inserita nella denuncia del novembre 2010 oggi appare impensabile. Ma non è tardi per chiarire le responsabilità, tanto del Vaticano quanto di tutte quelle autorità, dai Ministri al Sindaco di Roma, che non hanno visto, non hanno voluto vedere o hanno assentito nonostante tutto.

“Quello che stiamo costruendo non è un luna park ma servirà lo stesso a far sorridere migliaia di bambini”, è il testo del cartello che campeggia all’ingresso del cantiere accanto alla Basilica. L’utilità sociale del futuro complesso è indiscutibile, ma resta un mistero perché non si sia deciso di far sorridere i bambini  lì vicino, magari sempre nel quartiere San Paolo dove il Vaticano ha diversi immobili di proprietà. E, soprattutto, perché si sia dovuto contemporaneamente far piangere quell’immenso patrimonio archeologico, storico e paesaggistico che è indisponibile anche per gli Stati  – conclude Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI – e che è stato dilapidato. Anzi, non è un mistero, ma solo il frutto di molti e potenti interessi..….

Stato attuale, foto ai link:

http://wordpress.tupone.it/acatarci/wp-content/uploads/sites/4/2011/09/palazzo_fantasma1.jpg  http://wordpress.tupone.it/acatarci/wp-content/uploads/sites/4/2011/09/palazzo_fantasma2.jpg  http://wordpress.tupone.it/acatarci/wp-content/uploads/sites/4/2011/09/palazzo_fantasma3.jpg

da affaritaliani.it – Il Vaticano ammette: a San Paolo distrutti i resti

san palo bambino gesù 02 420x200La battaglia del coraggioso presidente del Municipio Roma XI contro il polo ospedaliero del Bambino Gesù nell’area della Basilica si arricchisce di un colpo di scena. Sul sito web la direzione dei Musei Vaticani spiega: “L’intervento non ha reso possibile l’auspicata conservazione in loco dei resti per la maggior parte demoliti dopo i rilievi”. Il 20 nuova udienza

Venerdí 16.09.2011 12:21
di Claudio Roma

Nuovo capitolo nella battaglia tra l’XI Municipio e il Vaticano per i costruendi ambulatori dell’ospedale Bambino Gesù a San Paolo. Dopo la denuncia di violazione dei Patti Lateranensi, la violazione della Convenzione Unesco per la tutela dell’area della Basilica e le violazioni dei regolamenti urbanistici, si apre uno spiraglio per  il presidente del Municipio Andrea Catarci, impegnato in una lotta, un po’ come Davide e Golia.
Dal Vaticano, anzi dal sito web della Santa Sede arrivano le prime ammissioni. http://mv.vatican.va/1_CommonFiles/pdf/Reparti/Rep.RaccolteEpigrafiche.pdf, questo l’indirizzo sul quale è stata pubblicata una relazione della Direzione dei Musei Vaticani sulle attività della Santa Sede del 2009. In relazione alle Indagini archeologiche eseguite a San Paolo alla fine della prima pagina in particolare si legge: “L’intervento edilizio ha creato un forte impatto ambientale sull’area in origine adibita a parco e non ha reso possibile l’auspicata conservazione e valorizzazione in loco di tutti i resti archeologici, per la maggior parte demoliti dopo i rilievi e il recupero dei mosaici”.

 

Più avanti la Direzione ritrova la consueta diplomazia: “L’intervento edilizio, se da un lato ha creato un forte impatto visivo sull’ambiente circostante (Basilica, Monastero e orto di San Paolo) ed ha interrotto la visione e l’unità interpretativa d’insieme del complesso monumentale basilica-monastero altomedievale, dall’altro renderà interamente fruibile l’area archeologica all’interno di un grande ambiente sotterraneo…”.
“Come chiaramente si evince dalla relazione – spiega il presidente Catarci –  non ci può più essere il dubbio circa i danni al patrimonio archeologico e quelli al paesaggio arrecati dall’intervento
: lo stesso Vaticano li ammette candidamente”. In data 19 novembre 2010 veniva presentata un atto di denuncia querela contro il Vaticano e il 15 dicembre 2010 veniva notificata la richiesta di archiviazione. In seguito e a sostegno delle ragioni addotte nella precedente denuncia, il 23 dicembre 2010 veniva presentata dall’avvocato Vincenzo Perticaro, l’opposizione alla richiesta di archiviazione , specificando come l’archiviazione faceva riferimento ad un’errata interpretazione ed applicazione della sentenza della Corte di Cassazione del 9 aprile 2003 n° 22516, sentenza integralmente riportata dalla richiesta di archiviazione a sostegno delle ragioni addotte dal P.M.
Spiega sempre Catarci: “In realtà, è la stessa sentenza posta a sostegno dell’archiviazione che esplicitamente conferma e rafforza le argomentazioni oggetto della precedente denuncia – dice – infatti, sulla base delle ragioni addotte nell’opposizione alla richiesta di archiviazione, il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto opportuno fissare per il giorno 20 settembre 2011 l’udienza in Camera di consiglio al fine di analizzare in maniera più approfondita questa intricata vicenda”.
L’ammissione del Vaticano verrà inserita negli atti dell’udienza del Gip fissata al prossimo 20 settembre, “e come si capisce dalla confessione– prosegue Catarci – non ci può più alcun dubbio e ora seppur sia impensabile demolire, dopo aver affermato il principio che la giustizia italiana è competente, ci si aspetta comunque di vedere chiarite le responsabilità tanto del Vaticano che di tutte quelle autorità, dai Ministri al Sindaco di Roma, che non hanno visto, non hanno voluto vedere o hanno assentito nonostante tutto. Basti pensare che il sindaco Alemanno ha inserito la nascita del complesso di San Paolo negli Stati Generali di Roma Capitale”.

San Paolo-Palazzo Fantasma: la denuncia assegnata ad un GIP!

Comunicato stampa 1 marzo 2011

San Paolo-Palazzo Fantasma: la denuncia assegnata ad un GIP!

“A settembre dello scorso anno il Municipio Roma XI ha presentato un esposto in Procura sulla costruzione fantasma del Vaticano a ridosso della Basilica di San Paolo fuori le mura. Gli stabili, edificati, sopra l’antico cimitero e una villa  della Roma imperiale, si estenderanno su 5.000 metri quadri e ospiteranno come ricordato nella kermesse degli Stati Generali di Roma Capitale, il centro di ricerca pediatrico del Bambino Gesù.”

“Nell’esposto si denunciava che per la realizzazione dell’imponente complesso edilizio non è stata richiesta alcuna autorizzazione alle Istituzioni italiane, né a quelle locali né a quelle nazionali. Non vi è stato alcun coordinamento con gli uffici competenti, ritenendo che il Vaticano potesse seguire una procedura esclusivamente interna alla Santa Sede, in nome di un concetto di extraterritorialità con scarsi presupposti storico-giuridici.”

“Oggi, dopo l’istanza di sollecito di assegnazione e di fissazione udienza è stato nominato il Giudice per l’Indagini Preliminari. Alla Procura di Roma spetta ora il compito di accertare eventuali violazioni delle norme. In attesa di conoscere gli esiti dell’istanza (con richiesta di sequestro del complesso edilizio), appare incredibile l’atteggiamento del Sindaco Alemanno, che non ha saputo proferir verbo sul sacrilegio che si sta compiendo in un’area definita patrimonio dell’umanità dall’UNESCO ed anzi ha voluto inserire nei piani di sviluppo della città proprio il centro di ricerca, ben sapendo che il Vaticano avrebbe avuto sul nostro territorio l’imbarazzo della scelta per la presenza di innumerevoli edifici di sua proprietà ma destinati a ben altri usi.”

Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI