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Valco San Paolo

Polo Natatorio di San Paolo: 18 milioni di euro lasciati al degrado – Conferenza Stampa martedì 11 ottobre 2011 alle ore 12 Via Vasca Navale (davanti a deposito Ama)

Comunicato Stampa del 10 ottobre 2011

“Quello che doveva diventare il Polo Natatorio di Valco San Paolo è in realtà un cantiere abbandonato e in disfacimento. Costato 18 milioni di euro, ha funzionato parzialmente solo per un mese ed è servito solo agli affari di qualche cricca.”

“La Giunta Alemanno primo lo ha inaugurato ed ora lo disconosce, rovesciando le responsabilità sul governo nazionale anch’esso guidato dal centro destra. A distanza di oltre due anni si invitano il consigliere delegato del Sindaco per lo Sport, Alessandro Cochi, e gli organi di informazione ad una verifica sul posto.” A dichiararlo in una nota congiunta sono Andrea Catarci, presidente del Municipio XI e Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà.

Martedì 11 ottobre 2011 alle ore 12 conferenza stampa davanti l’ingresso del Polo Natatorio di Valco San Paolo in via della Vasca Navale (davanti a deposito Ama).

Intervengono:

Andrea Catarci, presidente del Municipio XI

Gianluca Peciola, consigliere SEL Provincia di Roma

Marco Miccoli, segretario romano del PD  

Enzo Foschi, consigliere regionale del PD e vice presidente della Commissione Sport della Regione Lazio

Luigi Nieri, capogruppo SEL della Regione Lazio

Massimiliano Valeriani, consigliere capitolino del PD e presidente Commissione Trasparenza di Roma Capitale

Andrea Alzetta, capogruppo Roma in Action di Roma Capitale

Polo natatorio di San Paolo: la Giunta Alemanno lo ha pure inaugurato!

COMUNICATO STAMPA 7 OTTOBRE 2011

Sullo stato di degrado ed abbandono in cui versa il Polo natatorio di Valco San Paolo c’è poco da discutere, basta recarsi sul posto e guardarsi un po’ intorno: cancello d’ingresso al cantiere pericolosamente aperto e incustodito, porta dell’impianto mancante, piscine coperte e palestra in disfacimento, piscina esterna ridotta ad un acquitrino maleodorante, pavimenti dissestati, tetto crepato, ponteggi, attrezzi da lavoro e materassi disseminati un po’ ovunque, come quelli che hanno tutta l’aria di essere materiali tossici.

Allo stesso modo sul fatto che pe quello scempio si sia speso qualcosa come 18 milioni di euro c’è poco da aggiungere: approfittando dei Mondiali di Nuoto, il Polo è stata l’occasione per una grande abbuffata, a spese della collettività che ne paga ancora le conseguenze. Quel che lascia sorpresi e suscita ulteriore indignazione sono invece le banali argomentazioni con cui la Giunta Alemanno tenta di scaricare le proprie, gravissime responsabilità.

Il Delegato del Sindaco allo Sport, Alessandro Cochi, sottolinea come il completamento del Polo natatorio sia stato affidato al Governo nazionale. Ma il Governo nazionale non è sempre a guida PDL come quello capitolino? E non fu proprio Cochi a presenziare all’inaugurazione delle piscine svoltasi il 9 luglio del 2009? E non fu sempre lui, insieme al Commissario ai Mondiali di nuoto Rinaldi, che si affrettò a definirle un’opportunità concreta per il quartiere?

Per quanto riguarda le opere pubbliche connesse al polo natatorio, previste e mai realizzate, infine, non si vedranno se non in piccola parte con l’attuale stanziamento, mentre proprio l’Assessorato ai Lavori Pubblici insieme al Comitato, che si era impegnato ad un intervento completo su tutto Lungotevere Dante (strada, illuminazione, marciapiedi, aree verdi, …) .

Si venga a vedere che disastro si è combinato e la si finisca una volta per tutte di prendersi il merito di realizzazioni per poi dire anni dopo che non si ha alcun ruolo in esse quando si manifestano con chiarezza gli esiti disastrosi. – dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI

Mondiali di Nuoto: dove passa Alemanno rimangono solo macerie!

Comunicato Stampa del 6 ottobre 2011

“Due piscine coperte non ancora ultimate, una piscina all’aperto lasciata completamente all’incuria, una palestra inagibile e una sala per le conferenze da completare. E’ questa la situazione che abbiamo trovato al Polo Natatorio di San Paolo a Lungotevere Dante, costruito in occasione dei Mondiali di Nuoto del 2009. Una struttura spettrale e fatiscente con ancora impalcature e impianti che visto lo stato di degrado in cui si trovano andrebbero completamente risistemati”. A dichiararlo in una nota congiunta sono Andrea Catarci, presidente del Municipio XI e Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà.

“Una volta terminati i Mondiali la responsabilità sull’impianto e sui lavori pubblici connessi, promessi e mai realizzati, è passata alla Giunta Alemanno. – continua Catarci – Nel 2010 l’assessore Ghera garantì che sarebbe stata completata la strada e l’attrezzatura a verde delle aeree limitrofe, attraverso risorse comunali, ma era un ulteriore bluff. Non si tratta di denunciare l’attuale degrado e basta, per questo è sufficiente recarsi sul posto e vedere lo scempio della costruzione incompleta del cantiere abbandonato, aperto e incustodito, costati quasi 18 milioni di euro. E’ necessario subito avviare un piano di riqualificazione dell’intero Lungotevere Dante, probabilmente tra i più degradati di tutta Roma”.

 “Lo spettacolo a cui abbiamo assisto è inquietante – spiega Peciola – è incredibile lo stato di abbandono in cui sono stati lasciati le piscine e gli impianti. Il Polo Natatorio di San Paolo è il simbolo dello sperpero di denaro pubblico in occasione dei Mondiali di Nuoto e della mancanza di governo da parte dell’amministrazione comunale. I Mondiali sono stati un grande banchetto per soggetti privati che non hanno restituito opere pubbliche al territorio. Questa struttura va ultimata, riqualificata e messa a disposizione dei cittadini romani, al fine di assicurare agli impianti il carattere di un bene pubblico di cui la collettività possa usufruire. L’esperienza dei Mondiali di Nuoto dovrà servire da monito per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020, è necessario iniziare da subito a vigilare sul sistema degli appalti ed evitare scempi del territorio e inutili colate di cemento”.