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Verso il Regolamento di Roma Capitale per uniformare e ampliare lo smart working – la Repubblica Roma

30/07/2024

Verso il Regolamento dello Smart Working per i dipendenti di Roma Capitale

👉Ieri abbiamo incontrato le sigle sindacali per discutere sull’ampliamento e sull’uniformità dello smart working per le lavoratrici e i lavoratori capitolini.

A settembre riprenderemo il confronto.

Intanto continua ad aumentare il ricorso a tale modalità a Roma Capitale.

Ne ho parlato su la Repubblica – Roma con Marina De Ghantuz Cubbe, che ringrazio per l’articolo.

Buona lettura.

Smartworking record tra i comunali “Sono più di 6 mila”

In un anno e mezzo raddoppiati i dipendenti che scelgono il lavoro agile

L’assessore Andrea Catarci: “Così diminuisce l’impatto sull’ambiente”

👉Lo smartworking in Comune raddoppia e in alcuni dipartimenti a utilizzare lo strumento del lavoro a distanza è oltre il 90% dei dipendenti. Tra Campidoglio e municipi sono circa 9.000 quelli che svolgono attività “smartabili” e se a dicembre 2022 erano coinvolti in 3.910 a fine giugno di quest’anno si è arrivati a 6.282.

👉I lavoratori che scelgono questa possibilità, aumentano soprattutto nelle strutture municipali ma anche nei dipartimenti dove a crescere è soprattutto il numero di giorni: dei 3.423 dipendenti il 42% svolge l’attività in smart due o più giorni a settimana.

👉La pratica è gettonatissima presso il dipartimento Trasformazione digitale con il 93% dei dipendenti coinvolti. Se in questo caso c’era da aspettarselo, più sorprendente è il secondo posto nella classifica dello smart, raggiunto da chi si occupa del ciclo dei rifiuti (84%).

👉Seguono, ex aequo, il dipartimento alle Attività culturali e quello alla Mobilità con l’81%. In fondo alla classifica, invece, finisce lo Sviluppo economico e la centrale appalti (51%), mentre penultimo si attesta il dipartimento delle Risorse umane con il 55%.

👉Tra i municipi in testa c’è il primo con il 70% mentre l’ultimo è il VI con solo il 51%. Degli oltre 6.200 lavoratori in smart il 66% svolge l’attività tramite il lavoro agile, cioè avendo degli obiettivi da portare a termine in un determinato lasso di tempo: ad esempio il pagamento del Tfr delle insegnanti, pratica da svolgere entro giugno da parte dei municipi, è stato completato per primo dal XIII che l’ha affidato a una sola risorsa umana che ha lavorato totalmente in smart.

📌Aumentare le giornate di smartworking settimanali è uno degli obiettivi dell’assessorato al Personale guidato dall’assessore Andrea Catarci e dei sindacati che ieri si sono incontrati per arrivare alla creazione di un Regolamento.

👩‍💻Tra i punti affrontati anche la catalogazione delle attività: quelle completamente smartabili (come la comunicazione istituzionale e politica); quelle che non lo sono affatto, come il lavoro delle educatrici, il presidio territoriale dei vigili, l’attività a sportello o dei giardinieri. Nella terza tabella finiranno le mansioni parzialmente smartabili che prevedono un contatto con il pubblico alcuni giorni a settimana e altri in cui il lavoro pub essere fatto da casa.

📲Dovranno essere regolamentate anche le modalità con cui si fa smart working: l’assessorato al Personale da una parte deve garantire ai direttori dei dipartimenti e dei municipi che non diventi un modo per non lavorare, dall’altra va tutelato il diritto alla disconnessione del dipendente. A proposito di programmazione, altro ‘obiettivo è rendere più flessibile la scelta del giorno o dei giorni in cui fare smart, da concordare con il direttore. Infine si parlerà di come estendere il lavoro a distanza anche a dirigenti e funzionari con elevata qualificazione.

📣«In due anni abbiamo fatto passi da gigante, aumenta il numero di persone in smartworking e il numero di giorni a settimana a distanza — commenta Catarci — Ma le regole nazionali devono cambiare perché le direttive del governo Meloni prevedono la prevalenza dell’attività in presenza sul lavoro a distanza. Noi chiederemo a tutte le altre pubbliche amministrazioni, a partire dalle nostre aziende ma anche alla Regione ai ministeri e all’Inps perché più abbiamo persone in smart più diminuisce l’impatto sull’ambiente. Siamo la città della pubblica amministrazione e la responsabilità non pub che essere collettiva».

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