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Giubileo delle Persone: per una speranza che non deluda le periferie e gli ultimi.

10/12/2024

Ecco l’articolo pubblicato oggi su HuffPost Italia.

Buona lettura!

Rianimare la speranza, soprattutto di chi vive ai margini, deve essere necessariamente prioritario nelle politiche delle istituzioni civili, tanto più in una città in cui le disuguaglianze sociali scoppiano. In questo senso, accorciare le distanze tra i diversi quartieri della città, in cui il noi riprenda a dominare sull’io.

Il Giubileo è prioritariamente un evento religioso con una forte caratterizzazione popolare. Per la nostra città rappresenta al tempo stesso un’occasione eccezionale di trasformazione, abbellimento e modernizzazione: nel “corpo”, con gli imponenti investimenti dedicati a opere, infrastrutture e servizi pubblici, che pur generando inevitabili disagi stanno aiutando Roma a colmare parte del gap che la distanzia dalle altre capitali europee; nell’ “anima”, con il coinvolgimento e la partecipazione attiva di singoli e realtà organizzate su molteplici dimensioni etiche, culturali e politiche in grado di produrre effetti benefici in termini di coesione sociale, sviluppo umano integrale, spirito di comunità.

Fin dal titolo della Bolla di Indizione, “Spes non confundit”, Papa Francesco indica il principale tema del Giubileo 2025 nella speranza che non delude. Non è un’indicazione limitata all’aspetto religioso: il concetto di rianimare la speranza, soprattutto di chi vive ai margini, deve essere necessariamente prioritario nelle politiche delle istituzioni civili, tanto più in una città in cui le disuguaglianze sociali scoppiano, con alcuni quartieri del centro come Quirinale e Parioli che hanno redditi medi annui superiori ai 70.000 e altri come Tor Bella Monaca, Borghesiana e Tor Cervara che non arrivano a 20.000. In età imperiale il culto della dea Spes, ripristinato nel I secolo d.C, si trovava collocato nel cuore dell’Urbe presso il foro Olitorio e alcune colonne del tempio a essa dedicato sono ancora visibili vicino alla chiesa di San Nicola in Carcere, dove sta l’attuale anagrafe. Oggi quel tempio dobbiamo impegnarci a portarlo nei quartieri più in difficoltà, per avvicinarlo soprattutto ai più deboli, a quelle periferie da cui, come ha sottolineato lo stesso Pontefice, si coglie meglio la realtà.

Con queste premesse il Sindaco Gualtieri ha voluto la costituzione da novembre 2024 di un apposito Ufficio denominato “Giubileo delle Persone e Partecipazione”, con l’obiettivo generale di generare connessioni tra il Campidoglio, i Municipi e le tante realtà solidali laiche e religiose e per agevolare in maniera concatenata il coinvolgimento delle romane e dei romani. Nello specifico l’Ufficio è chiamato a supportare il governo cittadino in tema di vivibilità urbana dei quartieri, abitare, accoglienza, economia locale, formazione.

In questa direzione nel primo mese abbiamo realizzato iniziative pubbliche e promosso incontri e confronti per lavorare insieme a sei dimensioni del Giubileo delle Persone:

1️⃣il “Giubileo dell’accoglienza partecipata”, per dare sostegno a livello locale a chi vive in condizioni di disagio fornendo risposte personalizzate ai bisogni. Con tale finalità è stata creata ed è operativa una cabina di regia con i 15 Municipi, si è avviata la collaborazione con la Diocesi di Roma per reperire luoghi adeguati all’ospitalità sociale, si sono messe in rete le progettualità dei Poli civici e del terzo settore e lo stesso si intende fare a breve con i movimenti;

2️⃣il “Giubileo dell’orgoglio delle periferie”, per valorizzare il ricco e vitale tessuto associativo e ampliare la conoscenza di luoghi di interesse archeologico, storico, paesaggistico e artistico disseminati nel contesto urbano e poco o niente conosciuti, riscoprendo orgoglio e bellezza dei quartieri. Al primo gruppo appartengono le giornate di partecipazione e animazione territoriale di “Roma e/è la sua anima popolare”, realizzate con realtà di base attive a Tor Bella Monaca, Tufello, Quarticciolo e nel carcere di Rebibbia femminile; al secondo le progettualità dei “Musei diffusi”, elaborati e concretizzati in tutti i 15 Municipi;

3️⃣il “Giubileo del centro storico delle romane e dei romani”, per introdurre elementi di tutela della residenzialità come la moratoria all’apertura di nuove strutture extralberghiere, il contrasto a quelle che operano in nero e ignorando le normative vigenti, la regolamentazione del mercato degli affitti brevi, fenomeni che acuiscono i meccanismi di sfratto, riducono la disponibilità di abitazioni per famiglie e singoli e accentuano la tendenza alla turistificazione sconvolgendo il volto dei quartieri;

4️⃣. il “Giubileo dell’abitare”, per avviare un tavolo con il governo nazionale alla presenza degli attori sociali cittadini – sindacati, associazioni, movimenti – ponendosi come obiettivo il blocco degli sfratti nonché di impedire l’avvio di nuove procedure;

5️⃣. il “Giubileo del reddito e del lavoro”, per sperimentare nuovi percorsi di economia e sviluppo locale, in una dimensione laica ma in piena sintonia con la dottrina sociale della Chiesa. A tal proposito è stato ripreso il filo del dialogo con le organizzazioni sindacali puntando a stimolare buona occupazione, sicurezza sul lavoro e conciliazione con i tempi di vita;

6️⃣. il “Giubileo delle persone recluse”, per avviare una moral suasion sulle politiche di detenzione nei confronti del governo nazionale con l’obiettivo di attuare condoni di pena e di varare l’amnistia per reati minori e pene sotto una determinata soglia. Il Giubileo deve infatti porsi come momento di vicinanza anche a realtà carcerarie per loro natura “separate” e “distanti”, come testimoniato anche dalla scelta di Papa Francesco di aprire un’apposita Porta Santa a Rebibbia.

Tra tanti cantieri aperti siamo chiamati a non dimenticare quelli della cura dell’anima. Per un Giubileo delle persone che contribuisca ad accorciare le distanze sociali e geografiche tra le diverse parti della città e in cui il noi riprenda a dominare sull’io.

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