Quarticciolo chiama, attraverso il rilancio delle iniziative sociali, sportive, culturali e di economia locale.
Quarticciolo chiama, con una progettualità alternativa a mafie, spaccio, povertà che, se non si ferma la colpevolizzazione delle fragilità sociali e di un intero quartiere, rischia di crollare nella sua impalcatura. E sarebbe davvero un disastro.
Quarticciolo chiama, forza Quarticciolo!
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Il Quarticciolo chiama…chiamano le realtà di base, Quarticciolo ribelle, il Polo Civico, il Comitato di Quartiere, le persone che ogni giorno costruiscono e animano un’alternativa allo spaccio, alle povertà economiche e socio-spaziali, all’emergenza e al disagio abitativo, alla carenza dei servizi socio-sanitari, sportivi, educativi realizzando la palestra popolare, il doposcuola, l’ambulatorio, riaffermando con pratiche solidali il diritto all’abitare, promuovendo attività di economia e sviluppo locale come il catering, il birrificio, la stamperia, la comunità energetica, il gruppo d’acquisto.
Gli interventi nelle periferie e in genere nei quartieri a elevata problematicità rappresentano nel contesto attuale una sfida complessa che richiede un’azione concertata tra istituzioni, realtà territoriali, cittadinanza e il fondamentale supporto della Chiesa e delle parrocchie locali. Roma Capitale in particolare può e deve svolgere un ruolo chiave nel promuovere interventi strutturali e sociali per favorire la coesione e il miglioramento delle condizioni di vita, guardando sia al “corpo” che all’ “anima” dei quartieri, con strategie e strumenti operativi finalizzati a restituire speranza e opportunità a chi non ne ha e non ne cerca più.
Un primo ambito riguarda i lavori pubblici e i servizi di prossimità. Attraverso bandi e progetti già in corso, a cui si sta opportunamente imprimendo un’accelerazione, la giunta Gualtieri sta dando impulso a opere come la piscina comunale e il giardino di via Trani, dove sono previste aree ludiche, sportive, spazio per eventi e manifestazioni. Lo stesso sta provando a fare per la riqualificazione e riapertura del campo di calcio richieste dalla polisportiva e dalle realtà locali e più in generale per la promozione di attività culturali, solidali e di socialità, insieme alle reti associative e alla cittadinanza attiva del quadrante. Questi interventi puntano a migliorare il territorio e la qualità della vita e a rafforzare l’identità e il senso di appartenenza alla comunità. Sarebbe fondamentale incentivare, insieme, l’azione di riqualificazione dell’edilizia popolare che costituisce per intero il quartiere, per migliorare sia la qualità dell’abitare che la dotazione di servizi: a tale responsabilità va richiamata in primis la Regione Lazio, viste anche le attuali disponibilità economiche straordinarie legate al commissariamento.
Parallelamente, il rilancio dell’economia locale è – e deve essere di più – una priorità per Roma Capitale, perché è lì che si sottrae preventivamente spazio al welfare criminale prospettando alle persone un’alternativa di vita dignitosa. La risposta positiva di associazionismo, terzo settore e organizzazioni sindacali all’appello a moltiplicare presenza e proposta avanzato dal Polo Civico del Quarticciolo testimonia la disponibilità diffusa a un impegno comune, con l’obiettivo di favorire l’occupazione e le opportunità economiche, lì e negli altri – tanti – quartieri vulnerabili. Incentivare il commercio di prossimità e sostenere la nascita e il rafforzamento di attività produttive può generare un circuito virtuoso di crescita e stabilità sociale: le basi ci sono già, urgono interventi concreti per svilupparle.
Inoltre, terzo aspetto rilevante, va guardato con attenzione al percorso di mobilitazione che ha portato dalla fase assembleare a tante iniziative e al corteo cittadino di sabato 1° marzo. Esso rappresenta un passaggio cruciale per consolidare il legame tra le realtà territoriali, la cittadinanza che cerca riscatto e tutela sociale, le istituzioni municipali e comunali, la città oltre il Quarticciolo. L’ampia e vivace partecipazione reclama con forza risposte concrete, in tempi brevi e medi, da parte di politica e istituzioni che devono riscoprire la capacità di ascoltare le istanze territoriali proprio per imprimere passaggi trasformativi di sostanza.
Tuttavia, nessuna politica di inclusione e sviluppo potrà avere successo se subito non si interviene per bloccare gli sfratti di persone indigenti e le minacce di sgombero all’ex questura. Confondere persone in condizioni di disagio senza soluzioni alternative con gli “effettivi” delle organizzazioni criminali è un errore madornale che – pur senza incedere a richiamare i fondamenti filosofici e giuridici dello “stato di necessità” – non è tollerabile mai e tantomeno in un contesto di commissariamento, con 30 milioni di euro a disposizione per un quartiere che è un fazzoletto di città con poco più di 3.000 abitanti.
Se non si ferma la colpevolizzazione della fragilità sociali e di tutto un quartiere, l’intera impalcatura rischia di crollare e sarebbe davvero un disastro. Solo l’azione delle forze dell’ordine evocata e voluta dalle destre non può bastare, con essa si getta il bambino insieme all’acqua sporca e si ignora che lo scontro con spaccio e tutto il resto non avviene in un deserto ma nella carne viva della città: esiste un “terzo incomodo” chiamato comunità locale, che le strategie governative sembrano dimenticare o, peggio ancora, disconoscere.
Il Quarticciolo chiama…perché il quartiere e il quadrante sono tutt’altro che un deserto come vorrebbe far credere il governo Meloni: laddove le istituzioni sono state carenti si sono organizzate in autogestione le persone dal basso e, pur subendo l’urto del peggioramento delle condizioni socioeconomiche e l’ampliarsi della presenza di organizzazioni criminali, sono riuscite a reagire e non soccombere e sono in campo, con forza e determinazione.
Il Quarticciolo chiama… perché sa che la battaglia impari che sta portando avanti non si può vincere da soli. Sabato 1° marzo tutti al Corteo popolare al Quarticciolo!
20/08/2026






