“Raddoppio dei bonus ai dipendenti comunali”: questo è il titolo dell’articolo di Giampiero Valenza su Il Messaggero che riassume tutti gli interventi messi in campo e condivisi con le organizzazioni sindacali per la valorizzazione del personale capitolino e per porre Roma Capitale in linea con le altre PA, perseguendo il duplice obiettivo di migliorare la macchina politico-amministrativa e i servizi alla città.
É il frutto di un lavoro attuato in meno di un anno e che si attendeva da tanto tempo. Per questo voglio ringraziare i dirigenti e tutto il personale del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane per l’impegno quotidiano a favore di tutto il personale capitolino.
Qui il testo dell’articolo.
Buona lettura!
TROPPE DIMISSIONI: IL COMUNE RADDOPPIA I BONUS AI DIPENDENTI
La misura del Campidoglio per tentare di porre un freno all’esodo dei lavoratori. Gli incentivi passano da 1500 a 3000 euro, ma in molti preferiscono il settore privato.
IL CASO
Campidoglio? Arrivederci e grazie. Il 35% dei dipendenti capitolini che ha scelto di andarsene via negli ultimi dodici mesi, ha deciso di cambiare vita non per andarsene in pensione, ma perché il posto fisso in Comune gli stava stretto. Così, tra altre aziende, private e para-pubbliche, molti funzionari del Comune hanno dato il benservito. Una lettera di dimissioni (data con il giusto preavviso) e si volta pagina. Per simili funzioni nel settore privato la paga di un comunale può essere di gran lunga inferiore. E così il Campidoglio per continuare a corteggiare i suoi, ed arrestare ka fuga, raddoppia il bonus del premio produttività.
I NUMERI
Secondo un’analisi di Roma Capitale la pianta organica del Campidoglio ha avuto, tra ottobre 2022 e lo stesso mese del 2023, 1247 uscite e 1310 entrate. Delle uscite, circa 800 sono per pensionamento. Le restanti posizioni hanno scelto la strada delle dimissioni volontarie di dipendenti che hanno optato per altri impieghi. Molti hanno preferito salutare il Comune per un posto nel settore privato, altri per concorsi vinti nel pubblico, o altri ancora per aver deciso di prendere la strada di liberi professionisti con la Partita Iva. Si tratta di una situazione che, sotto un certo punto di vista, è inaspettata per un’amministrazione pubblica che si trova ordinariamente a gestire le entrate e le uscite sulla base dei pensionamenti. Ma quando c’è una dimissione improvvisa, tutto cambia. A quel punto è necessario rivedere i piani soprattutto se chi è andato via rivestiva un ruolo pubblico. Basti pensare a quanti sono in forza nelle attività di sportello e come un loro addio possa pesare sui turni e sull’attività di tutti i giorni. Per invertire la tendenza che riguarda nel complesso le pubbliche amministrazioni a livello nazionale, Roma Capitale in accordo con le organizzazioni sindacali ha previsto incentivi economici per il personale portando il salario accessorio ai livelli delle altre pubbliche amministrazioni. Quindi, oltre ai funzionari, coinvolti anche gli insegnanti e i vigili.
“Già nel prossimo anno si arriverà al raddoppio del premio di produttività per gli impieati che passa dagli attuali 1500 euro a 3000 euro – spiega l’Assessore al Personale del Campidoglio, Andrea Catarci – Entro fine anno, poi, è prevista anche la conclusione dell’iter delle progressioni di carriera dell’Ente. L’ultima era del 2009 e riguardò meno di 600 dipendenti. Ora lo facciamo per 2055 persone: 675 nell’area amministrativa, 690 della polizia locale e 700 dell’area educativa.”
LA TENTAZIONE
Un dipendente comunale a Roma può avere la tentazione di cambiare anche per la grande ‘concorrenza’ che c’è con le altre pubbliche amministrazioni. In pratica, ci si può spostare dal Comune a un’agenzia del Governo per esempio. E qui godere di maggiori benefit. Tra questi, lo smart working. In Campidoglio, anche qui, si sta lavorando per stare al passo.
“Le altre PA danno due o tre giorni alla settimana con una certa facilità. Noi dobbiamo velocemnte puntare sui due giorni”, conclude Catarci.






