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Amministrazione condivisa, a due anni dal Regolamento pronti 25 patti di collaborazione

13/03/2025

Il “Patto di collaborazione” è lo strumento cardine dell’Amministrazione condivisa che, mettendo su uno stesso piano PA e cittadini singoli e associati, consente di stipulare accordi e di riconoscere ai soggetti che ne fanno richiesta la possibilità di divenire protagonisti della cura e valorizzazione dei beni comuni.
Con Roma Today, che ringraziamo per l’approfondimento, abbiamo tracciato un primo bilancio a due anni dall’approvazione del Regolamento da parte dell’Assemblea Capitolina.

Buona lettura 👇🏻

Nel 2023 l’approvazione della delibera sui beni comuni ha dato avvio ai “patti di collaborazione”: ecco, anche nei numeri, quali sono stati i risultati ottenuti.
Dopo una lunga gestione, il 23 maggio del 2023, l’assemblea capitolina ha approvato una delibera. È quella che sancisce la nascita del “regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni”. Con quel provvedimento la Capitale, in ritardo rispetto a decine di comuni italiani, istituisce anche “i patti di collaborazione”.
Cosa sono i patti di collaborazione
I patti di collaborazione, secondo la definizione offerta dall’amministrazione comunale sono “lo strumento che, mettendo su uno stesso piano amministrazione e cittadini singoli e associati, consente di stipulare accordi e di riconoscere ai soggetti che ne facciano richiesta, la possibilità di divenire protagonisti della cura e valorizzazione dei beni comuni”.
In sostanza cittadini, comitati spontanei o associazioni, firmano un patto con l’amministrazione in cui le parti si impegnano a svolgere determinati compiti per gestire un bene, di tipo materiale (la gestione di una piazza, un manufatto, un’area verde) o di tipo immateriale (eventi e festività). Quanti sono a Roma questi “patti”, nati sulla scorta di una delibera d’iniziativa popolare promosso, durante l’amministrazione Raggi, da oltre 100 comitati ed associazioni?
I patti di collaborazione in numeri
“Attualmente abbiamo siglato già 10 patti di collaborazione ed altri 15 possiamo considerarli in dirittura d’arrivo – ha spiegato l’ex assessore capitolino Andrea Catarci, ora a capo dell’ufficio di scopo sul Giubileo e la partecipazione – in questo numero consideriamo soltanto quelli che vedono, sul lato istituzionale, la partecipazione del comune. Ma ce ne sono anche altri: martedì 11 marzo, ad esempio, ho partecipato alla firma di un patto tra un comitato di genitori e l’istituto comprensivo. Quello non rientra nel numero indicato”.
Il patto citato, siglato tra i genitori del plesso Montemonaco di San Basilio, ha coinvolto anche altre realtà del territorio, ma non direttamente l’amministrazione. A seconda del “bene comune” che si vuole contribuire a curare, i cittadini scelgono con quale interlocutore istituzionale collaborare: in questo caso la scelta è ricaduta sull’istituto comprensivo “Ennio Morricone”. Ad oggi però, i patti di collaborazione, si sono incentrati principalmente su un altro campo: la gestione del verde.
L’attenzione per il verde
Basta dare una lettura ai bandi pubblicati dalle amministrazioni municipali, per rendersi conto che la quasi totalità dei patti di collaborazione interessano la gestione delle aree verdi. Nel caso del municipio VIII, ad esempio, rispondendo a proposte avanzate da associazioni, fondazioni e società private, l’ente locale ha già pubblicato 7 bandi. Nel caso del municipio X ce ne sono altrettanti.
Per presentare una proposta, le realtà interessate trovano sul sito di Roma Capitale il fac simile di un modulo di proposta da sottoporre all’amministrazione. Dopo una prima gestazione, lo strumento sta cominciando a dare i suoi frutti. “Lo scorso anno abbiamo avviato una serie di incontri, in collaborazione con Labsus (il laboratorio della sussidiarietà ndr) in alcuni municipi ed abbiamo anche attivato cinque o sei webinar con il personale amministrativo. Dobbiamo recuperare un gap di 10 anni rispetto a città come Bologna, ma ci stiamo lavorando ed anche se non è ancora presente un calendario ufficiale- ha promesso Catarci – riprenderemo presto ad organizzare incontri con i cittadini”. Saranno utili a far conoscere uno strumento che, la maggior parte della popolazione, ancora non conosce.

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