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Via Bibulo: storia di una lotta per l’abitare a lieto fine

25/07/2025

Una bella notizia: 98 famiglie con una lunga storia di mobilitazioni alle spalle potranno continuare a vivere con serenità a via Bibulo, grazie a un’operazione che rafforza il Piano Casa voluto dal sindaco Roberto Gualtieri e dalla sua giunta.

Un risultato concreto che dà risposte al disagio abitativo senza forzature, nel rispetto dei diritti di tutte e tutti.

Un modello di intervento pubblico che privilegia l’inclusione e la stabilità abitativa.

Nonostante gli attacchi ideologici delle destre, continuiamo a mettere al centro le persone e i loro bisogni.

Qui sotto l’editoriale su HuffPost Italia, buona lettura👇🏻

Via Bibulo: storia di una lotta per l’abitare a lieto fine

di Andrea Catarci

L’Assemblea Capitolina ha deciso di acquistare il palazzo nel quartiere Don Bosco, per acquisirlo al patrimonio comunale e lasciarlo in affitto alle famiglie che ci vivono

È un altro passo importante nell’attuazione del coraggioso Piano Casa voluto dal sindaco Gualtieri e dalla sua giunta che, tra le varie misure, prevede di incrementare la disponibilità di abitazioni da destinare a edilizia residenziale pubblica tramite compravendite in 14 municipi, con l’obiettivo di contrastare quella piaga dell’emergenza abitativa che il governo Meloni ha contribuito ad aggravare azzerando il sostegno al reddito e i contributi per l’affitto e la morosità incolpevole.

L’operazione si è conclusa a 22 milioni per 98 appartamenti, con Roma Capitale che comincerà presto a rientrare dell’investimento riscuotendo le rette dei nuovi inquilini. Inoltre, in tal modo si è disinnescato il rischio di interventi delle forze di polizia, si è data alle famiglie la tranquillità di vivere senza le periodiche minacce di sgombero del passato e lo si è fatto nel rispetto dei diritti di tutti, compresa la proprietà privata che ha concordato i termini della vendita. Di fronte a tale quadro e alla gravità del fenomeno dell’emergenza abitativa c’era da aspettarsi un consenso quasi unanime, magari con qualche distinguo polemico di circostanza. Invece le destre e parte dell’informazione hanno reagito scagliandosi furiosamente contro la decisione della maggioranza capitolina, con una campagna fatta di servizi e dichiarazioni degna davvero di miglior causa.

La vera e propria aggressione politica e mediatica si spiega in parte con la “storia lunga” di via Bibulo. Infatti, lì si è condotta una ventennale battaglia per il diritto all’abitare, avviata nel 2005 dall’allora Municipio Roma X (oggi VII) su impulso dell’ex presidente Sandro Medici, che in quell’occasione decise per la prima volta di ricorrere allo strumento d’urgenza della requisizione di immobili. Due anni dopo, nel 2007, lo stesso Sandro Medici insieme a Susi Fantino e al sottoscritto, rappresentanti rispettivamente dei vecchi Municipi IX (poi confluito nell’attuale VII) e XI (l’attuale VIII), riproposero ordinanze simili a Cinecittà, Garbatella, Ostiense e Alberone con cui si impedì lo sfratto di oltre 230 famiglie, ribadendo il ruolo centrale degli Enti di prossimità nella tutela delle comunità territoriali.

Inutile sottolineare come anche allora le destre e vari portatori di interessi chiedessero condanne, punizioni e oblio per chi aveva avuto l’ardire di pensare e attuare una misura volta ad arginare l’ondata di sfratti! La realtà era che non esistevano altre strade per impedire l’allargamento della fascia dei senza casa e scegliemmo un atto forte e concreto, accomunando la crisi abitativa a quelle derivanti da calamità naturali in una similitudine che trovava vari agganci a livello normativo e incuneandoci nei meandri di un evidente vuoto normativo circa i soggetti deputati ad agire, che non erano mai specificati. Vuoto che, successivamente alle iniziative del 2007, venne colmato dalla Corte di Cassazione e dal Tar indicando la legittimità delle requisizioni ma solo se volute dai prefetti e in subordine dai sindaci. Per conseguenza le ordinanze municipali non ebbero più valore e fummo costretti tutti e tre a difenderci nelle aule giudiziarie, sia in sede penale che civile, dove le sentenze di assoluzione ribadirono che non avevamo commesso né abuso d’ufficio né usurpazione di funzioni, piuttosto atti concreti dettati dallo stato d’urgenza e dalla mancanza di alternative praticabili.

Nel frattempo, pur nella crescita di emergenza e disagio abitativo, a via Bibulo – come in altre parti – sono proseguite le mobilitazioni e la resistenza degli inquilini, fino all’epilogo positivo dell’acquisizione al patrimonio comunale deliberato in Assemblea Capitolina. Siamo a festeggiarlo doppiamente, per il passato come per il presente. Dovendo prendere atto che, oggi come ieri, le destre – non da sole – non riescano ad andare oltre un atteggiamento ideologicamente ostile e antepongano il richiamo a un ingannevole concetto di legalità alla gioia di persone in carne e ossa che guadagnano un importante miglioramento della qualità della vita. Noi saremo sempre dalla loro parte.

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