Oltre 4mila commenti dei cittadini per ridisegnare la mappa dei quartieri di Roma
Verso #RomaUnisce2026, il 19 febbraio al Metropolitano Urban Center di Roma Capitale

Rioni, quartieri e quattromila proposte “Ecco la mappa per governare la città” – L’articolo di Repubblica Roma

07/02/2026

Oltre 4.000 commenti di cittadini, comitati e associazioni hanno contribuito a ridisegnare la mappa dei quartieri di Roma. Un processo partecipato che affianca il lavoro di analisi del gruppo scientifico, tuttora in corso, per dare nome, confini e riconoscimento identitario ai territori. La nuova mappa non è solo geografica: è uno strumento per governare meglio la città, partendo dalle identità locali e dai bisogni reali, una base fondamentale per programmare servizi in modo più consapevole.
Ne abbiamo parlato con la Repubblica – Roma.

Buona lettura!

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Rioni, quartieri e quattromila proposte “Ecco la mappa per governare la città”
I contributi sul portale del Campidoglio hanno cambiato la prima versione dell’ufficio Partecipazione di Catarci

La mappa dei quartieri cambia volto e lo fa anche grazie alla carica dei cittadini e delle cittadine che hanno inondato l’ufficio guidato da Andrea Catarci sulla partecipazione.

Oltre 4.000 commenti e contributi sul portale del Comune dedicato ai quartieri di Roma e poi lettere, mappe, libri: una marea di materiale prodotto appositamente o tirato fuori dallo scaffale per dimostrare l’esistenza del proprio quartiere e chiedere di metterlo sulla mappa. Molti, infatti, nella divisione territoriale del 1977, risalente al sindaco Carlo Giulio Argan, non ci sono. «Avete lasciato fuori la Valle dell’Inferno a Valle Aurelia», ha ad esempio rivendicato il comitato del borghetto noto per la presenza delle fornaci e con una lunga storia alle spalle che intreccia anche la Resistenza al nazifascismo da parte degli operai.

Sulla scrivania di Catarci sono arrivati più libri sul tema e così, sulla nuova mappa, il quartiere sarà ricompreso nel XIV municipio all’interno di Valle Aurelia Vecchia. Quella Nuova sarà invece in XIII. Il territorio che cambia di meno è il primo municipio perché qui, la suddivisione ottocentesca con i 22 Rioni, non è stata toccata. Ma tra i quartieri, non ci sarà più quello chiamato Mazzini: anche la piazza e la via che portano il nome del patriota risorgimentale saranno comprese sotto Della Vittoria che confinerà con il nuovo quartiere Eroi Trionfale.

In II municipio, invece, i cambiamenti previsti inizialmente sono stati in parte contestati dal mini parlamentino e accolti dall’ufficio di Catarci: un ordine del giorno chiede di eliminare il neonato quartiere Belle Arti e di farlo ritornare nei confini di Parioli, ma anche di includere il nuovo quartiere Verbano nel perimetro di Trieste.

È invece passata la creazione del quartiere Vescovio che peri, come da richiesta del municipio, comprenderà anche via di Novella, via di Priscilla, via di Tor Fiorenza e il tratto di via Nemorense che da piazza Acilia scende verso piazza Santa Emerenziana. Anche via di Poggio Catino sarà nel nuovo quartiere Vescovio. Poi, ci sarà l’Africano. Chiamato così da chi ci vive per via delle strade (viale Libia, viale Eritrea, viale Somalia) che richiamano — tristemente — i territori colonizzati durante il fascismo. Ma sulla mappa del 1977 questo quartiere non esisteva. Sarà invece presente in quella nuova che avrà oltre 300 quartieri oltre ai 22 Rioni.

La campagna “Mejo de te, chi la conosce?” che invitava a collaborare alla creazione dei nuovi confini è infatti terminata. E i contributi sono andati addirittura a specificare l’appartenenza a un quartiere o a un altro di una strada. «Via San Leo non potrà mai essere Fidene… è Colle Salario!!», si legge in uno degli oltre 4.000 commenti mentre l’associazione attiva a Mostacciano ha inviato una lettera formale chiedendo che una decina di strade continuassero a ricadere nel quartiere. Questo «al fine di preservare la nostra comunità sociale vitale già dalla prima metà degli anni ’70».

Non solo nei Rioni, dunque, ma anche nei quartieri in periferia l’identità di quartiere si è fatta sentire. Come in municipio X dove un comitato di quartiere ha chiesto la creazione di Longarina per differenziare la zona dalla vicina Stagni di Ostia: «Quei terreni sono sotto il livello del mare, i nostri no», la sintesi della motivazione. Due nuovi quartieri nasceranno anche in municipio VI: uno si chiamerà Due Torri e l’altro Belvedere.

Le richieste dei residenti e dei comitati vengono lette e in caso accolte in base a criteri urbanistici, censimenti dell’Istat e altri istituti specializzati. L’obiettivo è «dare dignità di quartiere a tutti i territori, non solo a quelli storici — spiega Catarci — Entro febbraio vogliamo fornire una ricerca completa da allegare a quello che sarà un atto ufficiale di Roma Capitale». La nuova mappa di Roma con i suoi quindici municipi e soprattutto i quartieri servirà ad avere dati puntuali su «popolazione, età, genere, cittadini stranieri, occupati, titoli di studio.

In questo modo la programmazione di nuovi servizi può essere fatta in maniera puntuale e senza sprechi: scuole dove si trovano più giovani, centri dove vivono gli anziani. È la base della città dei 15 minuti».

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