“Scrivo quindi sono vivo” è il laboratorio di scrittura per le detenute di Rebibbia che prende il via oggi, mercoledì 27 novembre, all’interno dell’iniziativa “Roma e/è la sua anima popolare”, promossa dall’Ufficio di scopo ‘Giubileo delle persone e partecipazione’ e realizzata dalle associazioni ‘Momo’ e ‘Il Viandante’.
Pensato per consentire alle partecipanti di esprimere il proprio vissuto a partire dal confronto con grandi autori della letteratura, il laboratorio mette al centro il concetto di “fantasia”, nella convinzione che scrivere possa diventare un esercizio di sopravvivenza emotiva. Si articola in 6 incontri tenuti da Gianmarco Mecozzi e Marica Fantauzzi, con due eventi finali di musica e teatro: il 3 dicembre un concerto di Giancane, cantautore e musicista che pesca a piene mani da un parlato di strada; il 10 dicembre uno spettacolo di stand-up comedy di Davide Grillo, con estratti del lavoro di scrittura e un monologo sul trascorrere del tempo.
In Italia sono aumentate le persone detenute – attualmente circa 61.800 – e insieme sovraffollamento, pene, fattispecie di reato, autolesionismo e suicidi: 83 detenuti e 7 agenti si sono tolti la vita nel 2024. Viceversa, si sono ridotti il ricorso alle pene alternative e le progettualità mirate al reinserimento, con gravi conseguenze sintetizzabili in due numeri: a fronte di un tasso di recidiva generale del 70% torna a delinquere solo il 2% dei detenuti in possesso di un contratto di lavoro. E se con il Decreto “Caivano” il governo Meloni ha già prodotto l’aumento dei minori reclusi – attualmente sono 570 rispetto ai 496 di dicembre 2023 e ai 381 di dicembre 2022 – con il Ddl “Sicurezza” si accinge a fare lo stesso per le persone adulte, prefigurando una società con ‘più carcere per tutti’.
Al contrario è tanto più necessario moltiplicare le iniziative di scambio tra il ‘dentro’ e il ‘fuori’, rafforzare la presenza di associazioni e volontariato, potenziare i percorsi di reinserimento sociale e lavorativo, promuovere un’azione decisa verso il governo nazionale affinché attui condoni di pena e vari l’amnistia per i reati minori e pene sotto i 3 anni.
A Roma tra meno di un mese aprirà un’apposita porta santa proprio nel carcere di Rebibbia, voluta da Papa Francesco per rianimare la speranza delle persone private della libertà all’interno di quel Giubileo 2025 indetto con il significativo “Spes non confundit”, La speranza non delude, a indicare la necessità di rianimare la speranza nel concreto della vita delle persone, di tutte le persone, comprese quelle private della libertà. Prendiamolo in parola e facciamo che sia anche il ‘Giubileo dei reclusi’.
20/08/2026






