Roma 11 luglio 2024 – “La relazione del Garante dei Detenuti della Regione Lazio Stefano Anastasia e il quadro fornito in più occasioni dal Garante di Roma Capitale Valentina Calderone confermano la drammaticità delle condizioni di vita delle persone private della libertà individuale e detenute nelle carceri.
A Roma all’aumento dei minori nel carcere di Casal del Marmo – che come tutti gli istituti minorili andrebbe chiuso – e al trattamento disumano riservato ai migranti nel CPR di Ponte Galeria si aggiunge l’aumento del numero delle persone recluse a Regina Coeli e Rebibbia, con un progressivo peggioramento delle condizioni di vita e un contestuale picco di suicidi, morti e rivolte.
E’ uno scenario non più sostenibile, aggravato dalle recenti misure repressive volute dal Governo Meloni, come il Decreto Caivano e il Decreto sicurezza che stanno portando e porteranno nelle galere sempre più persone per piccoli reati, che andrebbero depenalizzati subito come nel caso dell’uso delle droghe leggere o per cui servirebbero, tutt’al più, pene alternative.”, dichiara l’Assessore Capitolino alle Politiche del Personale, al Decentramento, Partecipazione e Servizi al Territorio per la Città dei 15 Minuti, Andrea Catarci.
“Educare e non punire era il motto delle mobilitazioni per contrastare la diffusione delle dipendenze negli anni ’80. Educare e non punire è la logica che va riscoperta oggi per restituire senso e dignità alla vita dei tanti giovani dei nostri quartieri a cui l’unica strada percorribile sembra quella dell’affiliazione alla criminalità o dell’abuso di sostanze stupefacenti.
È indispensabile varare immediatamente un provvedimento di amnistia per i reati sotto i 2 anni, per svuotare le carceri e garantire migliori condizioni di vita ai detenuti. È poi altrettanto importante rivedere le norme che producono il sovraffollamento degli istituti di pena accanendosi in particolare su giovani, migranti e su chi è attivo nelle lotte dei movimenti sociali.”, conclude Andrea Catarci.

