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Confronto Tesoro-Comune sul tetto alle assunzioni – Il Messaggero

21/10/2024

Nascondendosi dietro tecnicismi forse validi per altre città ma non per #Roma e la sua unicità e ignorando le dettagliate richieste di deroghe e risorse, esplicitate dettagliatamente dal Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane, il governo #Meloni intende negare alla Capitale sia le deroghe che le risorse per il Piano assunzionale straordinario richiesto in vista del #Giubileo

La sostanza tutta politica è che a Roma per tutto il Giubileo, se il Governo conferma la sua posizione negazionista, non ci sarà un solo vigile per strada o un solo tecnico in un ufficio assunto con risorse centrali. Fa tutto Roma da sola, mentre ministri e parlamentari delle destre, tutti chiacchiere e distintivo, si limiteranno a straparlare di sicurezza e di eventuali inefficienze, da spettatori dello sforzo di far andare bene gli eventi e la quotidianità, come se non fosse tema che riguardi anche loro e il Giubileo fosse derubricato a faccenda cittadina

Ci sta una aggravante: per trovare col lanternino le ragioni “tecniche”, inesistenti, di un rifiuto ci hanno messo un anno, visto che la prima lettera al Ministro Zangrillo è di settembre 2023, dimostrando oltre al danno la malafede.

In tal modo il governo Meloni fornisce ennesima dimostrazione, tra le piu gravi, del disinteresse e dell’ostilità verso Roma, fregandosene di potenziare il personale della Capitale pure alla vigilia dell’anno giubilare per biechi calcoli politicisti. Anche qui, alla faccia delle parole vuote su Roma Capitale, città-regione e qualunque ordinamento speciale: le destre non vogliono fare nulla per Roma

Resta solo una frase da aggiungere per chi ha architettato una messinscena finalizzata a darsi una banale giustificazione: vergognatevi e sappiate che Roma non si arrende – perché continueremo a batterci contro questa prepotenza – e non dimentica!

Ne parliamo in maniera dettagliata con il Messaggero che ringraziamo per lo spazio.

Buona lettura!

Confronto Tesoro-Comune sul tetto alle assunzioni

Secondo il ministero dell’Economia non servono deroghe per nuovi ingressi La replica del Campidoglio: «Falso, in assenza di una legge rischiamo sanzioni»

IL DEPUTATO PERISSA (FDI) ATTACCA LA GIUNTA CAPITOLINA: «FINITI GLI ALIBI, ORA SI RAFFORZI L’ORGANICO DI ROMA»

IL CASO

Da una parte c’è il Mef, secondo cui Roma Capitale può assumere 3mila dipendenti già ora, senza bisogno di deroghe. Dall’altra il Campidoglio, che invece ribadisce come quest’anno non si potrà andare oltre i 1.774 ingressi previsti, per i quali sono già state attinte delle risorse extra.

A sollevare il caso è stato il deputato di Fratelli d’Italia Marco Perissa. Ad agosto, il presidente della federazione romana di FdI aveva presentato un ordine del giorno alla Camera per togliere a Roma il tetto alle assunzioni (previsto per i comuni con un decreto del 2020) in vista del Giubileo. In sostanza, questo provvedimento serviva a superare le soglie previste per legge agli enti locali (tema ulteriore rispetto alle risorse necessarie per pagare i neo-ingressi).

Il testo era passato con votazione bipartisan, primo passo per consentire alla Capitale di rafforzare il suo organico, cronicamente sotto soglia. In seguito, lo stesso Perissa ha chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze ulteriori elementi.

GLI INGRESSI

Per Roma, la questione riguarda in particolare i mille agenti di polizia locale chiesti per il Giubileo oltre agli 800 entrati nel 2024. Un migliaio sono anche «gli istruttori e funzionari» che il Campidoglio vorrebbe assumere per migliorare la macchina burocratica, passando poi per un «rafforzamento del personale educativo e scolastico».

Tutto questo con ulteriori risorse ma soprattutto in deroga ai limiti di spesa previsti per i comuni. A quel punto, il colpo di scena: in una lettera firmata dalla sottosegretaria Sandra Savino, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha risposto che con le regole attuali «risulterebbe possibile» per il Campidoglio assumere «circa 3.000 unità già nel corso del 2024, al netto di eventuali assunzioni già effettuate nei primi mesi» dell’anno. Idem per quanto riguarda il prossimo anno.

Nessun problema nemmeno per nuovi ingressi sul fronte della scuola.

Il Mef a dire la verità usa il condizionale («dai primi approfondimenti effettuati») e si riserva un confronto con il Comune.

Nella lettera del ministero si legge che la richiesta di un intervento straordinario sul personale capitolino era già arrivata sul suo tavolo il 19 luglio direttamente dal sindaco Gualtieri.

La risposta del Mef ha lasciato di stucco Perissa, che al Messaggero dichiara: «A questo punto il Comune non ha più scuse, deve tagliare le spese inutili e assumere». Duro anche il gruppo di FdI in Campidoglio, che in una nota scrive: «Ora non ci sono più alibi per Gualtieri e la sua Giunta che dovrà cogliere prontamente questa disponibilità e investire in quei settori che sono maggiormente in sofferenza», dalla polizia agli amministrativi, passando per il mondo della scuola. Tutto finito? Per niente. Il Campidoglio non ci sta a passare per chi ha fatto male i conti e ribatte tramite l’assessore al Personale uscente, Andrea Catarci.

LA REPLICA

«Con la nostra capacità di spesa attuale noi nel 2024 potremmo incrementare addirittura di circa 165 milioni di euro la nostra spesa di personale» ma le norme contenute nel decreto Crescita del 2019 «ci obbligano a spalmare le maggiori assunzioni nel quinquennio 2020-2024 con limitati incrementi annuali, che nel 2024 ammontano a massimo 54 milioni di euro».

Soldi però già spesi per gli 800 vigili assunti e per le assunzioni programmate.

E quindi non c’è più margine.

«Mentre noi con la lettera del Sindaco volevamo prendere altre 3000 risorse, per arrivare così al Giubileo con circa 4mila persone in più (le circa mille programmate e le 3mila della deroga richiesta)».

Secondo Catarci, con le norme attuali le «assunzioni ci farebbero superare di circa 65 milioni il tetto generale alla spesa di personale per cui negli anni successivi avremo il blocco delle assunzioni».

In sostanza, per il Campidoglio, le deroghe servono eccome e per rappresentare tutto questo a breve dovrebbe essere inviata una lettera al Mef.

Il confronto, in ogni caso, sembra destinato a proseguire.

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