In una giornata densa e partecipata al rettorato dell’Università Roma Tre abbiamo fatto una sintesi sulla sfida che Roma sta portando avanti per implementare le politiche di prossimità e combattere le disuguaglianze che rendono distanti Centro e periferia.
Oltre il Gra esiste una Roma che è tre volte tanto il Centro, 94.000 ettari contro 34.000. Oltre il Raccordo solo il 15% della popolazione è laureato, rispetto al 26% del Centro con conseguente maggior livello di disoccupazione e lavori di qualità più bassa.
La risposta a queste disuguaglianze sono le politiche di prossimità e di inclusione che da 2 anni e mezzo la Giunta Gualtieri sta portando avanti con investimenti economici, programmazione e progetti sperimentali e con l’azione dei Municipi, veri protagonisti delle politiche per la città dei 15 minuti.
In questa edizione abbiamo anche presentato l’e-Book con i contributi di studiosi ed esperti nazionali e internazionali, scaricabile da qui.
Un sentito ringraziamento al professore della Sorbonne e ideatore del modella della città dei 15 minuti, Carlos Moreno; al Sindaco Roberto Gualtieri; all’Università Roma Tre per averci ospitato, al rettore Prof Massimiliano Fiorucci, al dg Alberto Attanasio e a tutti i relatori che hanno portato il proprio contributo e ai partecipanti.
Questa la traccia del mio intervento:
Buongiorno, cominciamo con qualche ringraziamento: a Roma Tre per l’ospitalità di oggi e la collaborazione costante, in particolare al Rettore Fiorucci e al Direttore Attanasio; a Carlos Moreno, Laura Lieto, Gaia Romani, Sabrina Giuseppetti Presidente Municipio XIII, Titti Di Salvo Presidente Municipio IX e Amedeo Ciaccheri per essere qua con noi e a Helene Chartier per il contributo video; alle persone che hanno contribuito all’ebook, da oggi scaricabile dal portale di Roma Capitale, con le principali azioni realizzate e i pensieri lunghi alla base, a partire dal programma del Sindaco Gualtieri, che più tardi ci raggiungerà.
L’iniziativa di oggi, la terza edizione di “Roma a portata di mano”, è il tagliando annuale e allo stesso tempo è un bilancio di due anni e mezzo di lavoro concreto intorno alle politiche per la prossimità e i servizi al territorio per i 15 minuti.
Nel denso contributo dell’ebook il prof Moreno racconta come e perché nasce l’idea della città dei 15 minuti, la sua diffusione, gli strumenti operativi, l’adozione da parte di molti centri urbani a diverse latitudini, compresa Roma. Seguono tre sezioni:
- la prima, in cui vengono presentate esperienze internazionali e confronti tra città;
- la seconda, con uno sguardo su Roma e sull’approccio originale in definizione;
- la terza, con i più significativi progetti a Roma municipio per municipio.
IL CONTESTO: Trasformare la Roma di oggi
Roma, che non è mai uscita dalla crisi economica del 2008, ha ripreso a crescere in termini di PIL negli ultimi 18/20 mesi, ha registrato nel 2023 il miglior saldo imprenditoriale a livello italiano con +8.629 imprese, ha raggiunto il numero record di 1,8 milioni di occupati segnando +50.000 rispetto al 2022 e +91.000 sul 2021, è in una fase effervescente di sviluppo e ha migliaia di cantieri aperti e da inaugurare. Ma è innegabile come il lavoro creato non sia sufficientemente di qualità, come aumentino le differenze di reddito e si sommino alle disuguaglianze socio-spaziali, quelle che si misurano in termini di accessibilità a servizi come salute, cultura, sport, le scuole, asili nido, biblioteche, aule studio, coworking, verde, trasporto su rotaia. Le politiche per la prossimità puntano a contrastare queste disuguaglianze e a ridurre la dispersione scolastica, ad agevolare l’accesso al lavoro e alla cura, a incoraggiare la pratica sportiva e la vitalità culturale abbattendo le barriere economiche all’ingresso, per migliorare la qualità della vita soprattutto degli Ultimi e dei Penultimi, con la ricucitura della città a partire dalle sue periferie, San Vittorino, Tor Bella Monaca, Cesano, San Basilio, Quarticciolo, Bastogi, Corviale, Nuova Ostia e le altre.
La dialettica tra centro e periferia si è spostata verso l’esterno: chi sta nell’anello ferroviario e chi oltre, chi è dentro e chi sta fuori il GRA. Nel GRA vivono poco più di 2 milioni di persone, fuori quasi 800.000, mentre in termini di estensione la periferia è quasi tre volte il centro, 94.000 ettari contro 34.000. Fuori GRA solo il 15% è laureato, a fronte del 26% di chi vive dentro. La minore istruzione ha come conseguenza più disoccupazione e lavori di qualità più bassa. Nonostante in periferia ci siano più giovani e figli, asili nido, scuole e sanità stanno principalmente al centro e al semicentro, con ostacoli nell’accesso ai servizi che determinano altre disparità, con donne e giovani a pagare i costi maggiori. Ancora, ai Parioli sono 3,5 volte più ricchi e 8 volte più istruiti che a Tor Cervara e nel Municipio Roma VI si ha un indice di mortalità del 25% più alto del Municipio Roma II.
L’OBIETTIVO: ridurre le disuguaglianze, colmare i divari
Colmare questi odiosi e insopportabili divari è priorità politica che abbiamo perseguito in una strategia articolata e ambiziosa, fatta di riflessioni, benchmarking, investimenti economici, programmazione, progetti sperimentali, interventi locali, il tutto agito da Campidoglio, Municipi e reti sociali. È la nostra idea di città dei 15 minuti, una città della prossimità, dell’inclusione, del decentramento, della partecipazione popolare, di contemporaneità da utilizzare per facilitare la vita della cittadinanza.
L’AZIONE, municipio per municipio
Un ufficio anagrafico decentrato a Ponte di Nona, Municipio Roma VI; una zona a 30/kmh a Casal Monastero, Municipio Roma IV; la Casa della Cultura a Villa de Sanctis, Municipio Roma V; la “La Vaccheria” al Torrino, Municipio Roma IX; la scuola d’infanzia “Amato” ad Acilia, Municipio Roma X, e la scuola “Mazzacurati” a Corviale, Municipio Roma XI; il Parco della Cellulosa a Casalotti, Municipio Roma XIII; il centro polivalente al S. Maria della Pietà, Municipio Roma XIV, e a Valle Muricana nel Municipio Roma XV; e allargare la presenza di mercati rionali, biblioteche, aule studio, riqualificare impianti sportivi e aree verdi, potenziare gli spazi ciclabili e pedonali. Sono alcune realizzazioni puntuali, interventi chirurgici di una fondamentale importanza nel disegno della città della prossimità, che trovate illustrati nella terza sezione, in un elenco di “senso”, significativo e volutamente incompleto.
Dal Campidoglio, per fare “densità territoriale” e prossimità, abbiamo lavorato su:
- valorizzazione dei municipi;
- apertura di scuole oltre l’orario ordinario, coworking, biblioteche, aule studio;
- erogazione di certificati anagrafici nelle edicole romane;
- potenziamento dei servizi comunali CIE e cambi di residenza;
- diritto di iscrizione anagrafica, con Direttiva 1/22 e riforma via Modesta Valenti;
- promozione delle CER – Comunità Energetiche Rinnovabili;
- sperimentazione dei Poli civici integrati di mutualismo sociale;
- realizzazione dei musei diffusi, insieme a municipi e associazioni culturali;
- elaborazione di un prototipo dei 15 minuti in ogni municipio.
Abbiamo poi operato per rafforzare le reti di solidarietà, banche del tempo, scuole, orti urbani, protezione civile e le collaborazioni con movimenti e volontariato, attività esistenti di welfare, cultura, sport, ambiente che producono valore sociale e sono già parte dell’offerta della città dei 15 minuti.
GLI INVESTIMENTI PER IL FUTURO
Per gli anni a venire abbiamo indirizzato imponenti investimenti verso le periferie, dentro e oltre il bilancio ordinario. Si pensi ai progetti per:
rigenerazione di case popolari ed edifici pubblici a Tor Bella Monaca, Corviale, Monte Mario, Ostiense, 200 ml (PUI e Pinqua);
ristrutturazioni edilizie ed efficientamento energetico di centinaia di istituti scolastici, 400 milioni (CIS – Contratto Istituzionale di Sviluppo);
i 9 Poli civici culturali quasi tutti lontani dal centro, 50 ml;
gli asili e le scuole d’infanzia oltre il GRA, 52 ml;
pedonalizzazioni, ciclabilità, zone 30, rete idrica, tram e ciclovie infraquartieri, case e ospedali di comunità e molto altro.
Con la bandiera dei 15 minuti abbiamo rimesso le periferie al centro delle politiche di Roma Capitale, dopo troppi anni in cui le stesse sono state espulse da programmi e azioni.
Due considerazioni/proposte in coda a quest’introduzione:
- una rivolta al governo nazionale, che per bocca di autorevoli esponenti, ministri, parlamentari, la stessa Presidente del Consiglio, parla tanto di periferie e ci va, spesso ad accompagnare blitz polizieschi e a piangere lacrime di coccodrillo. Basta chiacchiere, si istituisca un Fondo nazionale per le periferie, per sostenere occupazione, impresa, istruzione, socialità, subito;
- una rivolta alle sinistre, che in Italia e in Europa vincono elezioni nelle città e le perdono a livello nazionale. Le città da oltre un decennio sono i luoghi dove vive la maggior parte della popolazione mondiale e dove si cerca la risposta ai bisogni inevasi. Essa va costantemente reinventata come una «prosecuzione della persona» e non come «mortifero spazio topologico-catastale», come ha scritto Sarantis Thanopulos.
Le sinistre in mezzo a tante tempeste hanno una grande opportunità: attualizzare con i loro governi i principi di Égalité e giustizia sociale e ricucire lo strappo con popoli e classi sociali di riferimento.
Sulla strada della trasformazione dell’esistente…




