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La mappa e le disuguaglianze – Il Manifesto

Intervista al Messaggero. Catarci: “Il censimento? Siamo a 330 quartieri”

09/03/2026

Roma è una città in continua trasformazione. Dal 2022 è in corso un minuzioso lavoro di ricognizione che, attraverso analisi storiche e documentali e il contributo dei Municipi, di cittadinanza, associazioni e dei comitati di quartiere sta aggiornando le mappe con i quartieri della Capitale.
Dalle 155 zone urbanistiche del 1977 si arriva oggi a circa 330 quartieri, in gran parte nati negli ultimi decenni e non riconosciuti formalmente, specchio della crescita e dei cambiamenti della città.
Un percorso partecipato che si avvia ora verso la sua conclusione.

Ne abbiamo parlato con Il Messagger
Qui l’articolo integrale. Buona lettura! 👇


Stiamo concludendo la ricognizione dei quartieri della Roma di oggi: erano 35 nel 1961, le zone urbanistiche erano 155 nel 1977, oggi i quartieri sono diventati all’incirca 330. Dopo un lungo lavoro di analisi, partecipazione e dibattito- anche acceso – le mappe hanno preso forma e sono state ripetutamente riviste. Ora si continua a lavorare “di cesello” per arrivare alla fine» Andrea Catarci, responsabile dell’Ufficio Partecipazione e Quartieri di Roma Capitale.

Cosa manca?
«Ci sono ancora ragionamenti con i comitati di quartiere e i municipi in alcune parti della città, per esempio nel Municipio Roma X nella zona di Dragoncello, Monti San Paolo Acilia Nord, Casaletto di Giano, Centro Giano e aree della Riserva del Litorale, la stessa zona dove abbiamo di recente aggiunto un altro quartiere, Villaggio San Francesco. Altre discussioni sono in corso in altri municipi, ma il grosso è fatto».

È dal 2023 che va avanti questo mega censimento dei quartieri di Roma, dica la verità: le è venuto il mal di testa Catarci?
«Ma no, è stato uno studio molto appassionante: oltre quattromila persone e 250 comitati di quartiere ci hanno contattato per portarci libri, mappe, documenti stilati dai nonni solo negli ultimi 5 mesi, quando abbiamo reso disponibili e navigabili le mappe provvisorie sul portale istituzionale. E anche prima abbiamo fatto decine e decine di incontri».

La mappa era ferma dal…?
«Siamo fermi al 1977, l’ultimo che ha studiato il nostro enorme territorio e lo ha diviso in zone urbanistiche è stato il sindaco Argan che, a sua volta, partiva da quartieri, suburbi e zone dell’agro individuate nel 1961. Poi ci sono i 22 rioni del centro che arrivano dell’Ottocento e sono stati ridefiniti come sono oggi nel 1921, che non cambieremo in nulla, restano cosi anche per noi come è stato per le giunte passate. Dall’ultima analisi, le 155 zone urbanistiche del 1977, le cose sono cambiate davvero tanto; è un’altra città. Consideriamo che due terzi del territorio di Roma si trova fuori dal Raccordo che una volta era come le Colonne d’Ercole. I quartieri di Roma sono a oggi 330. Quando siamo partiti nel 2022 erano 288».

Come sono emersi i quartieri?
«Grazie all’incrocio di innumerevoli fonti documentali».

Prendiamo il righello e vediamo alcune modifiche.
«Ci sarà, come richiesto l’allargamento del quartiere Vescovio e l’abolizione del micro quartiere Verbano, riassorbito dentro il Trieste. Poi Valle Aurelia è stata un caso appassionante. Sta tra il XIII e il XIV. Bene, i cittadini ci hanno portato dei libri che dimostrano l’esistenza di una Valle Aurelia vecchia nel XIV, contraddistinta dalle fornaci. Il risultato sarà la creazione di Valle Aurelia Nuova nel XIII e Valle Aurelia Vecchia nel XIV. Mentre a Centocelle dove abitano 50 mila persone non si sono voluti dividere per nessun motivo».

Cosa fa di una zona un quartiere?
«L’identità dal punto di vista della storia e del presente, gli aspetti morfologici sulle case e un terzo elemento che attiene per intero all’analisi documentale, l’esistenza in esse in qualche forma».

Quali sono i Municipi più ricchi di quartieri?
«Il VI ne ha 38 e il IX ne ha 39. Sono portatori di una grande ricchezza, specchio degli spostamenti degli ultimi decenni, è li che più sono aumentati abitanti e insediamenti».

Una new entry?
«Carcaricola a Tor Vergata».

Per avanzare proposte a lei e al comitato scientifico quali sono le regole?
«Non si può stare a cavallo tra due municipi e non si possono dividere le zone censuarie dell’Istat che sono circa 13 mila e che crescono in modo inversamente proporzionale alla densità abitativa: questi sono i 2 vincoli che non possiamo superare».

Quando arriva in giunta questa nuova mappa?
«Tra un mese circa».

E lei dove sta?
«Tra San Paolo e Garbatella, sono in una via di confine. E ricevo molte domande da chi si sente più di Garbatella o più di San Paolo».

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